<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431</atom:id><lastBuildDate>Mon, 10 May 2010 09:58:04 +0000</lastBuildDate><title>Avvenire dei Lavoratori</title><description>SPIGOLATURE</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/spigolature.html</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>87</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-5121282724205735333</guid><pubDate>Mon, 10 May 2010 09:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-05-10T02:58:04.670-07:00</atom:updated><title>HUNG !</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;   &lt;BR&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;STALLO -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Alla letteratura inglese , da Frankenstein in poi, ma anche nei capolavori di Dickens, non ha mai fatto difetto l&amp;#8217;eccentrica inclinazione all&amp;#8217;humor nero. Non è quindi per caso che si ricorre alla definizione di&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;hung parliament&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; -letteralmente &amp;quot;Parlamento appeso&amp;quot; o &amp;quot;impiccato&amp;quot; - per configurare una situazione di stallo come quella che si prospetta in Gran Bretagna dopo le elezioni del 6 maggio. Come molti presagivano, dalle urne non è uscita infatti una netta maggioranza in grado di mettere il futuro governo al riparo dalle sorprese. In effetti se è vero che secondo pronostico i laburisti di George Brown, traditi dalle ricette neoliberiste, hanno perso un sacco di consensi, d&amp;#8217;altro canto è altrettanto evidente che i conservatori di David Cameron pur avendo totalizzato piu&amp;#8217;seggi degli altri non sono riusciti a realizzare l&amp;#8217;allungo decisivo per &amp;#8220; regnare&amp;#8221; da soli e indisturbati. Hanno vinto senza convincere che è quasi una mezza sconfitta. Alla fine, inoltre, è stato deludente anche il risultato dell'astro nascente, il liberaldemocratico Nick Clegg, l'osannato alfiere della terza via, che vede in parte ridimensionate le sue ambizioni di essere l&amp;#8217;ago assoluto della bilancia. A Londra lo scenario del Parlamento impiccato che minaccia di paralizzare i Comuni è possibilità rara, visto che dal 1945 a oggi si è materializzata una volta sola, nel 1974 con Edward Heath , il leader dei tory che incapace di sbrogliare la matassa preferi&amp;#8217; dedicarsi all&amp;#8217;attività a lui piu&amp;#8217; congeniale di direttore d&amp;#8217;orchestra. Rara, appunto, ma non per questo meno carica di insidie. Nemmeno adesso difatti sarà uno spartito facile quello che si troverà davanti il futuro inqulino del numero 10 di Downing Street , chiamato a destreggiarsi , senza averne i numeri e con la crisi greca che spaventa la City, nel mezzo di una svolta che segna in pratica la fine del classico bipolarismo presente nella storia britannica. Fatta salva l'ipotesi della coalizione, che pero' non piace a nessuno, dopo tredici anni di laburismo sulle rive del Tamigi riappare dunque lo spettro dell'ingovernabilità che sicuramente non era quanto auspicavano gli elettori decisi a voltare pagina, ma indecisi, come si è visto , su chi affidare a piene mani e occhi chiusi le speranze di cambiamento.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ABISSO -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Pesano come un macigno i morti di Atene che listano a lutto lo sciopero generale indetto contro le misure di austerità e contro il saccheggio dei diritti e dei redditi dei lavoratori. La Grecia è sull'orlo dell'abisso e sll&amp;#8217;origine della gravissima crisi c&amp;#8217;è un concentrato dei peggiori vizi del capitalismo: la gestione irresponsabile delle risorse, l&amp;#8217;evasione, i conti in nero, i bilanci truccati, l&amp;#8217;onnivora avidità degli speculatori. Ma una cosa è manifestare, un&amp;#8217;altra cosa è uccidere. Se lasciata in mano a criminali schegge impazzite, l&amp;#8217;onda della protesta è purtroppo in pessima compagnia. A questo punto si impone un passo indietro, una pausa di riflessione per pacificare gli animi, tanto piu&amp;#8217; che la diffusione del contagio ad altri paesi è un&amp;#8217;ipotesi tutt&amp;#8217;altro che inverosimile. Con conseguenze che si possono facilmente immaginare. Nel marasma che imprigiona la patria di Aristotele è in ballo e in gioco il futuro dell&amp;#8217;intera Europa e della moneta unica, non soltanto la salvezza della Grecia. Non è ammissibile pero&amp;#8217;, mentre i salari dei manager schizzano ad altezze vertiginose, che siano i piu&amp;#8217; deboli, i piu&amp;#8217; esposti alle oscillazioni congiunturali, a scontare gli errori degli altri. Qualche volta ci si dimentica che la classe operaia esiste. Sono parole di Giorgio Napolitano, mai tanto profetiche.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TRAGEDIA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; L&amp;#8217;uccello marino con le piume incollate da una patina oleosa che muore nel Golfo del Messico conferma una volta ancora l&amp;#8217;incoscienza di avere legato al petrolio la crescita dell&amp;#8217;economia , trascurando lo sviluppo di energie alternative meno dannose. Mentre il dramma della marea nera comincia a svelare tutta la sua pericolosità,soltanto adesso, con colpevole ritardo, si cominciano a intuire i rischi insiti nello sfruttamento sfrenato e irragionevole delle tecniche di estrazione. Basta un falla , basta un banale errore umano per mettere a repentaglio l&amp;#8217;esistenza di colonie di anatre, fenicotteri, pellicani , di un raro patrimonio ittico e di un delicato ecosistema nella zona che per il groviglio di canali viene chiamata la Venezia della Louisiana . L&amp;#8217;area è ricca di flora e fauna ora a rischio per gli effetti del greggio che negli acquitrini e nelle paludi è difficile da ripulire. Ci vorranno mesi per misurare l&amp;#8217;entità dei danni che la compagnia petrolifera BP , all&amp;#8217;origine del letale inquinamento, intende rifondere fino all&amp;#8217;ultimo centesimo. Ma nessun risarcimento miliardario potrà rendere giustizia alla natura violentata e devastata dall&amp;#8217;uomo. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ETICA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; A sentire i suoi è stato un grande ministro. Sarà. Ma di Scajola si ricordano il clamoroso &amp;quot; rompicoglione&amp;quot; indirizzato a Biagi e il chiacchieratissimo attico con vista sul Colosseo,l'ultimo faux-pas che gli è risultato fatale. Tanto che non l'ha difeso nessuno, nemmeno la zelante stampa di famiglia lesta a scavargli la fossa. In un' Italia dove non si dimette nessuno, Claudio Scajola tutt'al piu' è pronto per entrare nel Guinness dei primati. Ci ha provato due volte e per due volte sono state subito accettate. Come titoli di merito in una coalizione rotta a tutte le astuzie del mestiere e riccca di scheletri nell'armadio non sono il massimo. Resta da capire perchè mai un politico-salamandra come lui, democristiano e berlusconiano della prima ora, abbia avuto un comportamento tanto imprudente. L'unica spiegazione plausibile - scrive Massimo Franco sul Corriere - sarebbe quella di un senso di impunità tale da fargli dimenticare qualsiasi cautela. Colmo dei colmi, l'ex ministro sarebbe la prima vittima delle leggi ad personam di cui la maggioranza si è dotata per fare lo sgambetto alla giustizia.In quest&amp;#8217;ottica la sua uscita di scena è lo specchio di un governo in stallo a fronte di problemi crescenti e un&amp;#8217;impasse conclamata. In effetti non è una buona notizia per la democrazia sapere che un ministro della Repubblica è finito nell&amp;#8217;inchiesta sugli scandali che intristiscono la legislatura. E&amp;#8217; quindi tempo e ora di guardare la realtà in faccia: si chiama etica della responsabilità ed è l&amp;#8217;essenza della ragione politica.&lt;/FONT&gt;&lt;B&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;CULTURA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;A meno che non sia di suo gradimento, ovvero benedetta dal vertice, è scarsa la considerazione che la destra nutre verso la cultura. Pensare con la propria testa è un gesto che in questi ambienti rischia di essere giudicato sovversivo anche quando si mette in scena un testo operistico. Non sia mai che dal loggione della Scala, poco lombardo-centrica agli occhi della Lega, si levino verdiani inni risorgimentali. Nel mondo della lirica , il decreto che riforma il settore è stato percio&amp;#8217; vissuto come un intervento punitivo, come una mannaia che incide nella carne viva della creatività artistica. E&amp;#8217; una legge che andava evitata, anziché alimentare contrasti e sospetti che finiranno col nuocere all&amp;#8217;immagine della musica italiana nel mondo. Purtroppo questo è l&amp;#8217;esito scontato se il ministro cui è affidata la totale responsabilità del centocinquantesimo ,si, proprio lui, Bondi, mostra di capire le tesi di chi mette in discussione l&amp;#8217;Unità d&amp;#8217;Italia e ne rinnega il contributo fondamentale dato alla cultura. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-5121282724205735333?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/05/hung.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-7573444450318549159</guid><pubDate>Thu, 08 Apr 2010 09:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-08T02:33:15.206-07:00</atom:updated><title>Maggioranza in festa </title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Il premier mirava a blindarsi per i prossimi tre anni. Ora potrà tranquillamente continuare a comportarsi da sultano.&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;I&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;COMICA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Non occorrono tortuosi giri di parole. Nel computo delle regionali a subire la maggiore erosione è stata ahinoi la sinistra. Punto e basta. A festeggiare è soltanto la maggioranza che al pari di certi banchieri svizzeri poco scrupolosi incassa dividendi immeritati dopo avere portato il paese al collasso morale e istituzionale. Della sindrome francese neanche l&amp;#8217;ombra. Di solito dopo le elezioni tutti si sgolano a promettere riforme che nella maggior parte dei casi non vedranno mai la luce. Occorre guardare oltre il verdetto delle urne - è lo stanco ritornello che si spegnerà nel giro di poche ore. Orbene che cosa ci sia oltre l&amp;#8217;orizzonte berlusconiano possiamo immaginarlo dando un&amp;#8217;occhiata retrospettiva ai fatti e msifatti degli ultimi tempi. Il premier mirava a blindarsi per i prossimi tre anni circondato da uno stuolo di cortigiani pronti a soddisfare ogni suo sfizio. Potrà tranquillamente continuare a comportarsi da sultano. Ai suoi fan va bene cosi&amp;#8217;. Penso che in questa Italia - ironizza una voce captata sul blog - Berlusconi continuerà a vincere perchè il bel paese ancora non ha toccato il fondo, ci sono ancora creduloni che vanno dietro al pifferaio. Quanto alla sinistra in queste ore non le resta che piangere nel misurare la ridotta profondità del suo orizzonte. Un esempio da mani nei capelli. E&amp;#8217; stata una comica nella miglior tradizione del Vaudeville l&amp;#8217;exploit di Grillo in Piemonte con l'incredibile assist al Cavaliere. Una comica pero&amp;#8217; che non fa ridere e che all'opposto la dice lunga in quanto spia di un profondo disagio che l&amp;#8217;opposizione - e questo illustra le ragioni della controprestazione - non è riuscita a intercettare. Un disagio che spinge il paese in due direzioni: o verso l&amp;#8217;assenteismo da record- e la defezione è una forma di protesta- oppure nelle braccia della piu&amp;#8217; sgradevole miscela nazional-populista che l&amp;#8217;Italia abbia conosciuto in tempo di pace. Ora si dirà che la destra ha corso sul carro di Bossi. Il Senatur mira a diventare Imperatur per tenere il premier sotto scacco. Analisi che calza perfettamente. Che il dato politico più clamoroso per l&amp;#8217;intero paese sia il trionfo della Lega non fa ombra di dubbio. Nel triangolo lombardo-veneto -piemontese sta prendendo forma, una secessione di fatto, morbida, elettorale, fiscale, già lungamente annunciata. Nulla di cui stare allegri. Col federalismo e il sogno della Grande Padania ne vedremo delle belle quando l&amp;#8217;Umberto andrà a battere cassa da Silvio. Chi ne vuole una prova, legga le parole di Zaia, il nuovo &amp;#8220; reuccio&amp;#8221; del Veneto , tra i piu&amp;#8217; scalcinati ministri dell&amp;#8217;agricoltura transitati nella capitale: &amp;quot;Con questi risultati il bipolarismo è finito&amp;quot;. Di fronte a prospettive tanto insidiose, in casa del Pd è attesa una reazione salutare. E' il minimo che si puo' pretendere per risarcire gli elettori. Nelle pieghe del voto il successo in Puglia che ha costretto alle dimissioni il ministro Fitto, il ko inferto a Brunetta per la poltrona di sindaco della Serenissima conquistata da Giorgio Orsoni, la distanza dalle europee che si è dimezzata, sono motivi di conforto che aiutano a lenire i dolori del dopo voto, ma non la delusione del popolo di sinistra . Da qualunque angolazione lo si osservi, il responso delle urne è una realtà sulla quale l&amp;#8217;opposizione dovrà ragionare a fondo anche per capire come sarà riempito l'abisso che separa il Paese dalla fine di questa turbinosa legislatura. Vengono i brividi, a immaginare altri tre anni come i due che sono appena trascorsi. Nei prossimi, trentasei lunghi mesi di berlusconismo l&amp;#8217;opinione pubblica potrebbe subire altre tempeste rovinose per l&amp;#8217;immagine dell&amp;#8217; Italia. Col Cavaliere ringalluzzito dal successo sono presumibili tempi difficili per i media sgraditi al sovrano. Ne mancheranno i siparietti del premier sull&amp;#8217;amore che stanno diventano un tormentone di cui ride il mondo intero. Collocata in quest&amp;#8217;ottica, l&amp;#8217;analisi autocritica, scevra da compiacimenti, per quanto dolorosa, potrà, (dovrà) - almeno cosi&amp;#8217; si spera - servire da stimolo ai democratici per riannodare il dialogo con l'altra sinistra, per rinnovarsi e cogliere le istanze di giustizia, rigore etico e buon governo che con sempre maggior insistenza si levano dalla società civile. Al Pd si chiede di accreditarsi come credibile forza alternativa in modo da concretizzare l&amp;#8217;inversione di tendenza che tanti auspicavano e che non c&amp;#8217;è stata. Purtroppo! Non c&amp;#8217;è altro modo per guardare avanti tenendo accesa la fiammella della speranza. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;FANTASMI -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; I padri fondatori della casa comune europea mai avrebbero immaginato che i sentimenti meno nobili contro i quali si impegnarono a costruire un nuovo modello di società sulle rovine della guerra, un giorno sarebbero rientrati dalla finestra. Invece sta accadendo sotto i nostri occhi. La recrudescenza all&amp;#8217;Est dei nazionalismi, dell&amp;#8217;antisemitismo, della xenofobia e delle derive clerico-fasciste, sono un campanello d&amp;#8217;allarme da prendere in seria considerazione. Dal grave fenomeno rischia di non restare immune nemmeno l&amp;#8217;Italia ormai condizionata dal neofeudalesimo leghista, fatto di localismo e protezionismo, di paure e plebeismo semplificatorio che vede l'insidia somma nella società globalizzata. Sotto il vento dell&amp;#8217;indifferenza traballa pericolosamente anche la moneta unica, considerata il perno attorno al quale edificare l&amp;#8217;Europa redenta dai suoi mali atavici. L&amp;#8217;euro è stato concepito quale strumento per dare un senso compiuto di coesione politica oltre che monetaria al maggior progetto di integrazione mai messo in cantiere nel Vecchio continente. Sembra pero&amp;#8217; che la mancanza di una memoria condivisa ridia fiato alle nostalgiche tentazioni di coloro che rimpiangono la lira, il marco, la corona , il fiorino e quant&amp;#8217;altro. Coloro insomma - e il loro numero continua a crescere - che vedrebbero con estremo favore il ritorno agli Stati nazionali ermeticamente chiusi nel loro primordiale egoismo. Si aggiunga al disagio il malumore per il comportamento di taluni paesi poco inclini a rispettare un percorso virtuoso , e non si faticherà a capire perché sull&amp;#8217;Europa siano tornati ad aleggiare fantasmi che si credevano debellati. Al di la delle oscillazioni valutarie, è quindi piu&amp;#8217; che mai necessario lo sforzo teso a consolidare lo spirito umanistico e illuminista che ha fatto grande la cultura europea. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SICUREZZA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Per un presidente che i repubblicani davano per spacciato, per un presidente che i suoi detrattori vedevano ormai sul viale del tramonto e che taluni giudicano addirittura un bugiardo venditore di patacche peggiore di Berlusconi , le ultime settimane hanno avuto il sapore della rivincita. E che rivincita. Malgrado i tranelli tesi dalla destra populista, Obama è riuscito a realizzare la maggiore rivoluzione in campo sanitario mai vista prima negli USA. Magari non sarà ancora perfetta, ma rispetto all&amp;#8217;era Bush-Reagan il salto di qualità è evidente. Sullo slancio, l&amp;#8217;inquilino della Casa Bianca ha messo in cassaforte un accordo nucleare con la Russia che in questo campo non si registrava da vent'anni. Si tratta di un grande passo verso il disarmo che mira a disinnescare ulteriormente una miccia atomica rimasta sempre accesa, anche a Guerra Fredda relegata in soffitta. Pure per Mosca il patto con Washington è un buon &amp;quot;colpo&amp;quot; di politica estera, che mette entrambi i paesi in buona luce agli occhi della comunità internazionale. Con la minaccia del terrorismo che giorni fa ha seminato strage nella metropolitana moscovita, l&amp;#8217;intesa è un valido compromesso spalmato su dieci anni, grazie al quale sicurezza globale e non proliferazione vengono riaffermate come principi chiave per un futuro libero dal ricatto nucleare. E&amp;#8217; facile immaginare quali potrebbero essere gli spaventosi scenari se le ogive e gli ordigni disseminati nel mondo finissero in mano agli angeli della morte. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TELECRAZIA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Che brutta aria dalle parti della RAI. Voluto, anzi, imposto da Berlusconi sulla prestigiosa poltrona del TG1, il direttore Augusto Minzolini, detto anche &amp;#8220; Scodinzolini&amp;#8221;, non ha neppure atteso la fine dello spoglio per promulgare il primo editto post-elettorale in salsa bulgara. In un colpo solo saltano Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso. Niente piu&amp;#8217; video per questi conduttori storici della testata. Prima di loro, la mannaia aveva colpito Massimo De Strobel, capo redattore centrale. Ufficialmente il provvedimento viene spiegato con la necessità di presentare al pubblico volti nuovi. Ma è una bufala che non regge. De Strobel, per dirne una, non è un presentatore. Sarà un caso, ma in realtà sono stati duramente penalizzati coloro che non hanno firmato la lettera in favore del Direttore, autore di un controverso editoriale sul caso Mills che piu&amp;#8217; sbilanciato e pro-governativo di cosi&amp;#8217; non si poteva. E la lista nera pare includa altri nomi sgraditi al potere. Nessuno è profeta in patria, cio&amp;#8217; nondimeno non occorrevano doti divinatorie per intuire che altre bufere targate Pdl si sarebbero addensate molto presto sul servizio pubblico radiotelevisivo dopo le elezioni. Da Saxa Rubra la conferma è arrivata a giro di posta ed è un pessimo segnale anche per le trasmissioni di approfondimento che il premier detesta. In seguito alle pesanti invasioni di campo politiche e permanenti della maggioranza, la situazione nelle redazioni non è più tollerabile e la rimozione dagli incarichi rischia di configurarsi come rappresaglia , se non addirittura come epurazione, piuttosto che come un normale esercizio dei poteri del direttore. Nessuno in precedenza, nemmeno con Direttori appartenenti all&amp;#8217;area di centrodestra, aveva mai osato tanto. È sotto gli occhi di tutti, di milioni di spettatori, che il primo giornale del servizio pubblico non si era mai schierato a questi livelli sui temi cari al governo e alla presidenza del consiglio. Inoltre al Tg si parla poco della vita reale, dei problemi dei cittadini, di chi ha perso il lavoro, di chi non ce la fa, dei cassintegrati, dei precari della scuola. E' lecito gridare all'emergenza democratica? Cos'altro dobbiamo aspettare? Quante ancora ce ne dovranno fare, prima di capire che la democrazia in Italia sta allegramente andando a farsi benedire, rimpiazzata dalla telecrazia di regime.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Se lo chiede la gente, ce lo chiedamoi noi.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-7573444450318549159?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/04/maggioranza-in-festa.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-3305106887674235582</guid><pubDate>Tue, 30 Mar 2010 11:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-30T04:21:36.492-07:00</atom:updated><title>Una nuova primavera</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;B&gt;&lt;/B&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;B&gt;&lt;/B&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;&amp;nbsp;&lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RISVEGLIO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Ormai è chiaro che il prossimo passaggio alle urne costituirà una scelta di campo di gran lunga superiore a una normale consultazione amministrativa. Ne è prova evidente l&amp;#8217;assordante nervosismo che affligge la maggioranza, spaventata dal contagio della sindrome francese. Abbandonato ogni pudore, il premier prova di nuovo a gabellare gli elettori mettendo sul piatto il disco rotto del partito dell&amp;#8217;amore, un logoro copione già visto molte volte. Da vero sultano insofferente alle regole invade le tv, se ne fa un baffo della par condicio, e un giorno si, l'altro pure inventa assurdi teoremi sul pericolo rosso ed i magistrati complottisti. A furia di sparare balle anche la piazza diventa tarocca e l&amp;#8217;indecente battaglia delle cifre con la Questura è la spia della deriva verso cui scivola il Pdl. Da una settimana pero&amp;#8217; è primavera. Dopo il tracollo della destra a Parigi e Washington c&amp;#8217;è in giro un&amp;#8217;aria nuova che molti sperano di incrociare anche in Italia. Al di la degli imbrogli mediatici, il berlusconismo coincide con un periodo nel quale non è accaduto nulla di buono e nessuna promessa ha finito col concretizzarsi. Vedremo a giorni se anche a Roma suonerà l&amp;#8217;ora del risveglio.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;INGERENZA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Alla CEI non si puo&amp;#8217; negare la facoltà di difendere valori da essa considerati irrinunciabili. Ma con le elezioni alle porte, la discesa in campo della Conferenza episcopale ha finito col sollevare piu' di un dubbio sul suo carattere eminentemente pastorale. Data l'enfasi posta nell'appello elettorale contro l'aborto poi sfociato nell'invito ai cattolici di esprimere preferenze solo in favore dei candidati di provata fede, era fatale che si insinuasse il tarlo del sospetto. Del resto non è un mistero che in Vaticano abbiano vissuto malissimo il pasticcio delle liste che puo&amp;#8217; far vincere Emma Bonino nel cuore della Cristianità. Al netto delle intenzioni pareva di rivivere il clima delle indebite ingerenze nelle cose italiane di stampo pre-conciliare. Per certi versi l'intervento di Angelo Bagnasco ha riportato alla memoria la scena memorabile del film in cui il parroco, fingendo di non dare consigli, in realtà esortava i fedeli a fare in modo che il loro voto fosse democratico e cristiano.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RILANCIO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; La svolta non fa una grinza. Con l&amp;#8217;approvazione della riforma sanitaria, il presidente americano riafferma la centralità del governo a tutela delle fasce piu&amp;#8217; deboli, spesso tartassate dai soprusi burocratici. Dopo la traumatica sconfitta in Massachusetts, l&amp;#8217;inquilino della Casa Bianca ha raddrizzato la barra ed ha trovato la maggioranza per mandare in soffitta la medicina a due velocità. Un progetto che nessuno prima di lui era mai riuscito a portare in porto. Chi ne parlava veniva subito etichettato come comunista. Grazie a questo successo, senz&amp;#8217;altro il piu&amp;#8217; prestigioso del suo ancor breve mandato, Obama sfida a viso aperto il populismo repubblicano che si radicalizza sempre piu&amp;#8217;, fa leva sugli istinti piu&amp;#8217; riposti e sa dire soltanto no. Ora lo aspettano occupazione, finanze, nonché la crisi grave e profonda con Israele. Tutti temi caldi per rilanciare la presidenza e fugare lo spettro di una sconfitta annunciata a novembre&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;. &lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;AMBIZIONI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Alle illusioni ci crede solo chi vuol crederci e Sarkozy l'ha imparato a sue spese. Monsieur le Président è stato messo sotto scacco dal ritrovato orgoglio della gauche, ma anche dal naufragio del suo programma neoliberale, infarcito di slogan e inadempienze. I francesi stufi di tante promesse e di pochi fatti hanno bocciato la politica di &amp;#8220;rottura&amp;#8221; sarkozysta che ha perso per strada i pezzi di un ambizioso progetto di riforme. Nel mezzo del cammin della presidenza, l&amp;#8217;inquilino dell&amp;#8217;Eliseo si trova dunque a ricominciare da capo, dopo avere dilapidato il grande consenso popolare che lo aveva portato al trionfo. Gli elettori hanno fatto una scelta a favore della sinistra per una politica che li protegga, li difenda nella vita quotidiana. Una scelta ragionata, tanto piu&amp;#8217; che nell&amp;#8217;ombra è in agguato l&amp;#8217;estrema destra di Le Pen, sempre pronta a rimestare nel calderone del malcontento per guadagnare consensi alle sua bacata ideologia.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DIMENTICATO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Mentre a Roma la destra inscenava la sua&amp;#8220;oceanica adunata&amp;#8221;, poco distante si celebrava la Giornata mondiale dell&amp;#8217;acqua nel silenzio piu&amp;#8217; assoluto. E&amp;#8217; sconcertante l&amp;#8217;indifferenza nei confronti di un problema che ha conseguenze letali per milioni di persone sulla terra. Nemmeno le guerre e le violenze che tormentano ogni angolo del pianeta, messe tutte insieme, sono tanto funeste quanto la scarsità di un bene primario che dovrebbe essere di tutti, senza vincoli e balzelli. Per il flagello della sete ogni giorno muoiono 5.000 bambini. Otto milioni di morti all&amp;#8217;anno. Il dramma si consuma lontano da telecamere e notiziari, ma uccide quanto il più spietato dei virus. In questi giorni sul tema dell'acqua si parla dello Yemen, un luogo di rara belllezza cantato da Moravia e Pasolini, ma dimenticato dall&amp;#8217;Occidente . Nel paese noto agli antichi romani come Arabia Felix la penuria idrica minaccia di portare al collasso definitivo una civiltà millenaria senza la quale il mondo sarebbe immensamente piu&amp;#8217; povero. La scarsità di aiuti per lo Yemen contrasta dolorosamente con le decine di miliardi spesi per rifare il trucco a un parco giochi per adulti e finanzieri d'assalto che è Dubai. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-3305106887674235582?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/03/una-nuova-primavera.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-815625501512210722</guid><pubDate>Wed, 24 Mar 2010 13:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-24T06:03:07.863-07:00</atom:updated><title>BRISCOLA</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TORTURA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Non esiste assolutamente nessun motivo che possa giustificare il ricorso alla tortura. Chi ha presente l&amp;#8217;orrore dei Lager nazisti, dei gulag , della garrota franchista, delle prigioni argentine durante la dittatura , delle carceri cilene ai tempi di Pinochet, dei campi di rieducazione gestiti dai khmeri rossi non ignora fino a che punto di abiezione possa arrivare la prevaricazione dell&amp;#8217;uomo sull&amp;#8217;uomo. Tuttavia per quanto possa parere impossibile, sul piano morale esiste di peggio. C&amp;#8217;è l&amp;#8217;orrore di chi lucra e si arricchisce con gli strumenti del dolore utilizzati per estorcere confessioni. A questo proposito fa accapponare la pelle il rapporto di Amnesty che parla di congegni di tortura prodotti e venduti da varie aziende grazie alle falle legislative che permettono di farla franca a dispetto delle rigorose misure di controllo entrate in vigore tre anni fa. Diversi stati europei , fra cui anche l&amp;#8217;Italia, non sono abbastanza determinati nell&amp;#8217;applicazione di tali leggi e talvolta anziché intervenire preferiscono guardare dall&amp;#8217;altra parte. Si arriva cosi&amp;#8217; al paradosso che un&amp;#8217;intera gamma di prodotti che non hanno altro scopo se non quello di infliggere sofferenze sono apertamente commercializzati su Internet. Dopo un decennio di campagne la cassetta degli attrezzi del torturatore è sciaguratamente sempre ben fornita mentre in pari tempo la strada che porta al rispetto dei diritti umani resta ancora tutta in salita.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SINDROME.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Fanno finta di niente, ma a destra la batosta incassata da Sarkozy ha lasciato il segno. Nel Pdl parlare di sindrome francese è tassativamente vietato. Invece è fuor di metafora che le notizie da Parigi hanno contribuito a rendere grigio il clima in casa della maggioranza , passata dalla sensazione di una vittoria schiacciante all&amp;#8217;incubo di un esito avaro di certezze. Anche l&amp;#8217;inquilino dell&amp;#8217;Eliseo, forte del consenso elettorale, era convinto di essere in una botte di ferro. Invece i risultati non proprio esaltanti delle presidenza, alla lunga hanno finito con lo scontentare fasce sempre piu&amp;#8217; ampie di popolazione. Chi non l&amp;#8217;ha bocciato, si è astenuto che è una protesta non meno vistosa. Sotto il cielo di Roma, il Cavaliere senza regole , che disprezza la legalità e passa da uno scandalo all&amp;#8217;altro, non è messo meglio. Col suo operato ha portato il Paese nel caos e ora bisogna trovare il modo di salvare cio&amp;#8217; che resta della democrazia repubblicana. Forse non ci sarà ancora un sorpasso del Pd, ma a questo punto l&amp;#8217;ipotesi di una scossa salutare appare non solo verosimile, ma addirittura necessaria. Dopotutto se c&amp;#8217;è riuscita la gauche d&amp;#8217;oltralpe, che veniva da una lunga traversata del deserto, perché non dovrebbe farcela la sinistra italiana?&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;BRISCOLA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;E&amp;#8217; davvero sconcertante l&amp;#8217;immagine del Presidente del Consiglio che trascorre le giornate a concertare le strategie per oscurare le trasmissioni televisive a lui sgradite. Invece di svolgere le mansioni per le quali è stato eletto, perde perfino tempo a spiegare al direttore del Tg1 RAI che cosa deve dire nell'editoriale del giorno dopo. Tutto purché non passi nel servizio pubblico una mezza informazione sui processi che lo riguardano. Sono pratiche inaudite, vergognose. In un ordinamento rispettoso della divisione dei poteri, nessun esponente di partito, di qualsiasi colore, deve sentirsi legittimato a interferire nel lavoro delle redazioni. Se lo fa significa che da qualche parte il meccanismo si è spezzato. Purtroppo qualsiasi discorso sulla deontologia professionale casca come una pera marcia se chi sta al vertice delle news finisce col diventare l&amp;#8217;asso di briscola di chi comanda. Quando si manifestano torsioni tanto gravi, si cade nel peggiore degli equivoci. Poco alla volta l&amp;#8217;utente si trova immerso in un concentrato nauseabondo di regime spacciato come informazione. Si, è ora di tornare a fare dell&amp;#8217;Italia un paese normale.  &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-815625501512210722?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/03/briscola.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-8368081866792057324</guid><pubDate>Mon, 15 Mar 2010 15:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-15T08:33:25.952-07:00</atom:updated><title>Trovato l'inganno, ecco la legge </title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;No, l&amp;#8217;Italia vera, l&amp;#8217;Italia della gente perbene, non puo&amp;#8217; essere quella che vista da fuori appare in preda al furore autodistruttivo di chi le prova tutte per assecondare le smanie plebiscitarie del sultano.&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;I&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;INGANNO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Non è questa l&amp;#8217;Italia che immaginavo. In questi giorni turbolenti per la Repubblica si avverte un senso di profondo scoramento, quasi di sgomento, nelle parole di Ciampi e altri auterevoli &amp;quot;servitori&amp;quot; dello Stato per la deriva verso cui la destra, questa destra priva di scrupoli, sta portando il paese . No, l&amp;#8217;Italia vera, l&amp;#8217;Italia della gente perbene, non puo&amp;#8217; essere quella che vista da fuori appare in preda al furore autodistruttivo di chi le prova tutte per assecondare le smanie plebiscitarie del sultano . Nel penoso pasticcio delle liste tocca cosi&amp;#8217; assistere a un abberrante, inaccettabile torsione del sistema democratico che è causa di gravi inquietudini. Adesso , mentre il Pdl annaspa per uscire dai suoi guai, c&amp;#8217;è da avere paura all&amp;#8217;idea che strapazzando la civiltà politica e giuridica passi il principio in virtu&amp;#8217; del quale le regole possono essere impunemente manipolate in funzione del consenso. Col pretesto di tutelare il diritto di voto, diritto che non è mai stato minimamente in pericolo, Berlusconi, ormai sfiduciato dai sondaggi, tenta ancora le ultime carte per ingabbiare la società nella sua ragnatela iponotico-mediatica in cui farà strada soltanto il piu&amp;#8217; furbo, il piu&amp;#8217; cinico, il piu&amp;#8217; spregiudicato. E per beffare i cittadini il premier ha già pronta un&amp;#8217; altra formula, peggiore delle precedenti. D&amp;#8217;ora in poi non si dirà piu&amp;#8217; &amp;#8220;trovata la legge, fatto l&amp;#8217;inganno&amp;#8221;, ma &amp;#8220;trovato l&amp;#8217;inganno, fatta la legge&amp;#8221;.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;AZZURRO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Non convince l&amp;#8217;improvviso amore che La Padania , quotidiano della Lega, dimostra nei confronti di Mario Balotelli, geniale attaccante di colore e passaporto italiano, preso di mira da pesanti aggressioni xenofobe. Fino a qualche giorno fa Mario Borghezio, alfiere della purezza celtico-lombarda, aveva chiuso categoricamente le porte all'eventualità che i &amp;#8220;negher&amp;#8221; indossassero la maglia azzurra. Ma si sa, ci sono le elezioni in arrivo e rifarsi il trucco con una svolta &amp;#8220;pallonara&amp;#8221; dal volto umano potrebbe essere una mossa vincente per smarcarsi dalle frange meno presentabili. Il dietrofront del giornale ha dunque tutta l&amp;#8217;aria di una trovata elettorale e meno di un&amp;#8217;inversione di rotta sulla politica migratoria. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;OSSIGENATO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Se l&amp;#8217;Olanda virtuosa premia il partito degli anti-islamici, ferocemente razzista, l&amp;#8217;Europa ha ragione di spaventarsi. Per i travagli finanziari che affliggono l&amp;#8217;UE, di riffa o di raffa una soluzione contabile si trova. Ma se la minaccia è la marea montante dell&amp;#8217;intolleranza, ben poco puo&amp;#8217; la ragioneria contro la smobilitazione delle coscienze. Complice la crisi che ha cambiato la realtà, Goert Widders, l&amp;#8217;Haider ossigenato dei Paesi Bassi, è diventato il leader di un pericoloso ritorno al passato, ad approcci egoisticamente nazionalisti, fuori dalla storia. Un virus che minaccia di contagiare piu&amp;#8217;dell&amp;#8217;influenza suina. A questo punto per l&amp;#8217;Olanda ed i suoi partner europei la posta in palio è davvero altissima, è il primato dei lumi sull&amp;#8217;oscurantismo.&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;B&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;OSCAR.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Nell&amp;#8217;era di Barack Obama, è un segnale incoraggiante l&amp;#8217;Oscar a The Hurt Locker di Kathryn Bigelow , una piccola opera indipendente fuori dagli schemi che racconta di come l'adrenalina della guerra impedisca ai soldati reduci dall&amp;#8217;Iraq di tornare a una vita &amp;quot;normale&amp;quot;. Grazie al talento e alla sensibilità femminile, la pellicola alza i veli su un tema che durante l&amp;#8217;amministrazione repubblicana era stato nascosto al paese per non risvegliare la sindrome del Vietnam. Per una felice combinazione, la concomitanza delle date ha fatto si che la cerimonia degli Award coincidesse con le elezioni in Iraq che hanno visto formarsi lunghe code ai seggi nonostante le bombe e le minacce di Al Qaeda. Anche il popolo irakeno, stanco di morti e di soprusi, ha un gran bisogno di normalità per non finire stritolato dal meccanismo perverso che ha guastato l&amp;#8217;esistenza ai marines. Tra gli abitanti dello sventurato paese la voglia di cambiare il proprio destino ha avuto il sopravvento sulla paura. Che nell'ottica del film e nella storia degli Oscar la statuetta sia stata la prima vinta da una donna per la miglior regia è un valore aggiunto, è un messaggio di incoraggiamento che va al di la delle parole e della retorica. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ITALIANO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Non è passata inosservata la vignetta del Tages Anzeiger di Zurigo sullo studio dell&amp;#8217;italiano che nei licei e nelle università svizzere perde posizioni a favore del russo e dello spagnolo. Vi è raffigurato un professore che esorta la classe a mostrare maggiore interesse per la lingua di Dante e Petrarca. &amp;#8220;Ma anche di Berlusconi!&amp;#8221; - replica uno studente. Senza nulla togliere all&amp;#8217;ironia del disegnatore, è giusto riconoscere che i motivi della disaffezione sono senz&amp;#8217;altro piu&amp;#8217; complessi di quanto non indichi la battuta. E&amp;#8217; pero&amp;#8217; un vero peccato che lo scarso prestigio del governo si insinui nel tempio del sapere e agisca da freno nella scelta dell&amp;#8217;italiano che invece resta ancora, nonostante la concorrenza, uno degli idiomi piu&amp;#8217; amati agli studenti stranieri. Ma a Roma l&amp;#8217;esecutivo in carica ha altro per la testa, e si vede. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-8368081866792057324?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/03/trovato-linganno-ecco-la-legge.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-7603296152849548132</guid><pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-03-05T07:51:26.670-08:00</atom:updated><title>Che folli propositi !</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli&lt;B&gt;&lt;/B&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;B&gt; &lt;/B&gt;  &lt;BR&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT COLOR="#FF0000" FACE="Verdana"&gt;NUCLEARE&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Ecco di nuovo l&amp;#8217;Obama originale, il premio Nobel per la Pace deciso a chiudere la partita del ricatto nucleare. Un giorno si spera non troppo lontano, a rimpiangere gli arsenali dell&amp;#8217;Apocalisse resteranno forse solo gli irriducibili Stranamore con la Colt fumante, convinti che la guerra sia la prosecuzione della diplomazia con altri mezzi. Per noi abitanti della Terra, per quei quasi sette miliardi di esseri umani che continuano a ballare su migliaia di bombe atomiche generate dall&amp;#8217;equilibrio del terrore, la messa al bando delle testate sarebbe la liberazione da un incubo. Ma già la reazione piu&amp;#8217; retrograda ha messo le mani avanti : è da ingenui pensare a un mondo senza ordigni atomici. Che folli propositi! &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT COLOR="#FF0000" FACE="Verdana"&gt;DILETTANTI&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Puo&amp;#8217; darsi che il comando berlusconiano, corrazzato da un inaudito potere finanziario, riesca persino nell'assurdo tentativo di strappare il rinvio delle elezioni in modo da cavarsela senza pagare dazio dal disastro delle liste. Ma nessun miracolo mediatico, nessun esercizio di cosmesi retorica, potrà mai cancellare il marchio del ridicolo in cui è affogato il Pdl, ormai in piena crisi di identità. Ai cittadini è stato offerto il misero spettacolo di una sciatteria senza fine. Suppergiu&amp;#8217; lo stesso pressapochismo con cui questa classe dirigente, pronta a scannarsi per una poltrona, ha affrontato i piu' importanti problemi del paese lasciandoli mestamente insoluti. Sullo sfondo della doppia bocciatura lungo l'asse Lombardia-Lazio, le testate di famiglia , trovatesi in grande imbarazzo , hanno pure provato ad accreditare l&amp;#8217;astrusa teoria del complotto &amp;#8220; comunista&amp;#8221; sollevando una ridda di ironici commenti. Se complotto c&amp;#8217;è stato, è quello del Pdl contro se stesso. A proposito delle liste Stefano Folli ha trovato una definizione che calza alle perfezione per rendere l&amp;#8217;immagine della destra che si va sfarinando: l'azione di legalità è stata come mettere un bastone in un alveare&amp;#8221;. E di questo dovrebbero preoccuparsi i cittadini: sapere l&amp;#8217;Italia in mano a una banda di dilettanti allo sbaraglio. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT COLOR="#FF0000" FACE="Verdana"&gt;GIUSTIZIA&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - E&amp;#8217; scorretto cercare fuori dai Palazzi i responsabili della corruzione. La parte migliore della società civile, ossia la stragrande maggioranza, non ha nulla a che vedere col malcostume e la devastante Tangentopoli che resta circoscritta ai piani alti del potere in carica. Chi cerca comode vie di fuga dallo scandalo altera la realtà e offende le persone per bene che non si riconoscono nel regime delle ruberie. Se davvero vuol fare tesoro della lezione, anziché delegittimare i magistrati, la maggioranza dovrebbe piuttosto spiegare come intende utilizzare i tre anni che mancano alla fine della legislatura per portare in aula almeno una riforma che non sia ad personam. Dopotutto sarebbe ora di contraccambiare con un gesto concreto l&amp;#8217;ampio mandato ricevuto dagli elettori e rimasto fino a oggi tristemente disatteso. Altrimenti c&amp;#8217;è davvero il rischio che l&amp;#8217;Italia diventi il Far West della morale pubblica. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT COLOR="#FF0000" FACE="Verdana"&gt;COINCIDENZA&lt;/FONT&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Non se ne puo&amp;#8217; piu&amp;#8217;. Roberto Saviano, costernato dal caso Di Girolamo, esorta a ribellarsi. Ribellarsi perché il problema non si esaurisce con le dimissioni del senatore del Pdl . Ribellarsi affinché tutto questo non passi come l&amp;#8217;ennesimo scandalo silenzioso, ma porti a dire: &amp;#8220; Ora basta&amp;#8221;. Ribellarsi con rinnovato impegno ai diktat bulgari che umiliano la democrazia dell&amp;#8217;etere e azzerano i programmi di approfondimento con metodi che sanno di censura. Sarà un caso, fatto sta che Rai 3 ha scelto come alternativa a Ballaro&amp;#8217; la storia del fascismo. Chi ha visto lo straordinario documentario sul ventennio avrà notato alcune analogie col presente che inducono a riflettere. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT COLOR="#FF0000" FACE="Verdana"&gt;TALEBANI&lt;/FONT&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Quando è in fase calante, e adesso lo è, Berlusconi cava dal suo logoro cilindro il non meno logoro partito dell&amp;#8217;amore. Inadatto a esprimersi sul registro dei toni sobri, il Cavaliere si autocelebra in predicozzi strappalacrime che sono la brutta copia di un romanzetto d&amp;#8217;appendice. Senonché stride come una vite arrugginita la dicotomia tra gli amorosi sensi e l&amp;#8217;ennesima, brutale aggressione verbale alle toghe firmata dal premier. Equiparare i magistrati ai talebani il giorno in cui uno 007 italiano muore da eroe in Afghanistan sotto i colpi dei terroristi non è stato un bell&amp;#8217;esempio ne di amore ne di carità cristiana. Chissà che i veri talebani non siano altrove. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT COLOR="#FF0000" FACE="Verdana"&gt;ONDE&lt;/FONT&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Avrebbe ispirato von Kleist, autore del tenebroso romanzo &amp;#8220;Terremoto in Cile&amp;#8221;, il racconto di Martina, la bimba che con grande prontezza di spirito ha salvato il suo villaggio sull&amp;#8217;isola di Crusoe da un muro d&amp;#8217;acqua alto come un grattacielo. Nei luoghi in cui Defoe ambiento&amp;#8217; le avventure del suo naufrago solitario, il suono antico delle campane ha risparmiato piu&amp;#8217; vite dei sofisticati sistemi di allarme, usciti invero un po&amp;#8217; ammaccati dalla prova tsunami. E&amp;#8217; la favola della buona stella che regala un sorriso nel giorno della tragedia. Quella terra che trema senza preavviso, quelle onde anomale che attraversano gli oceani eccitate dalla forza del sisma , quella vocina salvifica che supera il frastuono del dramma incipiente , si fanno metafora dell&amp;#8217;eterna sfida tra il bene e il male, tra la fatalità e le responsabilità degli uomini.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Errata corrige&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;&amp;quot;Pecore&amp;quot;&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; di Renzo Balmelli&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;   &lt;BR&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Sull'ADL del 25.2.10 è apparsa per errore redazionale una versione incompleta del pezzo di Renzo Balmelli intitolato &amp;quot;Pecore&amp;quot;. Qui di seguito ne riportiamo la formulazione corretta, scusandoci della svista con l'autore e i lettori.&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Non rullano ancora i tamburi di guerra, ma tra Londra e Buenos Aires si stanno risvegliando antichi e mai sopiti rancori. Col pretesto di tutelare gli interessi dei coltivatori di alghe e degli allevatori di pecore rimasti fedeli alla corona britannica, nelle isole che gli inglesi chiamano Falkland , gli argentini Malvinas, e per la cui sovranità nel l982 i due paesi se le diedero di santa ragione, la tensione è aumentata in modo preoccupante. Al di la della versione edulcorata, ad agitare gli animi sono in verità quei fondali ricchi di oro nero e gas nell'Atlantico meridionale che fanno gola al governo di Sua Maestà e per i quali sono già iniziate le trivellazioni delle compagnie britanniche; trivellazioni aspramente contestate dalla presidente Kirchner col sostegno dei laeder sudamericani. Con un salto indietro si torna dunque alla casella di partenza. In trentanni la diplomazia non ha saputo spegnere l&amp;#8217;incendio che ancora cova sotto le ceneri, lasciando una scia di mugugni mai completamente risolti nonostante la resa dell&amp;#8217;Argentina. E già successo che siano futili motivi a scatenare i conflitti. Ma scomodare un mazzetto di erbe marine e le mansuete produttrici di lana per mascherare lo scontro ben piu' feroce sul petrolio potrebbe innescare una miscela esplosiva che ha già messo in apprensione l'ONU. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-7603296152849548132?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/03/che-folli-propositi.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-4158919589001047728</guid><pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-26T07:46:40.145-08:00</atom:updated><title>Soltanto al cinema</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;&lt;I&gt;&amp;nbsp;di Renzo Balmelli &lt;/I&gt; &lt;/FONT&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;IDEALI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Soltanto al cinema il signor Smith che va a Washington nella mirabile pellicola di Frank Capra riesce a spuntarla sui nidi di vipere della politica. La realtà è assai diversa, a dispetto dei sogni che una grande nazione e il suo presidente hanno il diritto di cullare. Ne sa qualcosa Obama, mentre prova a fare passare l&amp;#8217;ambiziosa agenda della Casa Bianca tra i paletti della capitale, piu&amp;#8217; stretti di uno slalom olimpico. Nella Sala Ovale non arrivano soltanto le spallate degli avversari, pure tra i liberal comincia a serpeggiare un filo di delusione. I consensi sono in calo e strappare il voto sulla riforma sanitaria, destinata diventare il fiore all&amp;#8217;occhiello del mandato obamiano, è una corsa contro il tempo che lascia esausti. Quanto alla strategia energetica, dopo uno stop lungo trentanni si torna alle centrali atomiche con una drastica svolta che il presidente, senza convincere , rivendica essere la chiave di volta per prevenire il cambiamento climatico. Forse non è la conclusione prematura del &amp;#8220; Yes we can&amp;#8221;. Non ancora. Ma la ricerca del compromesso affievolisce l&amp;#8217;incanto della prima ora e mette la sordina ai grandi ideali.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;PECORE.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Da Londra e Buenos Aires arriva la conferma che le guerre possono nascere dai motivi piu&amp;#8217; futili. Per ora sono soltanto scintille , ma alghe marine e pecore , cioé quanto di piu&amp;#8217; mansueto si possa immaginare, potrebbero rinfocolare la tensione nelle isole che gli inglesi chiamano Falkland , gli argentini Malvinas, e per le quali nel l982 se le diedero di santa ragione. Quasi trentanni dopo non è piu&amp;#8217; la supremazia territoriale, bensi la tutela dei coltivatori e degli allevatori rimasti fedeli alla corona britannica a surriscaldare gli animi. Ma con un salto indietro si torna alla casella di partenza. La lotta per la sovranità nell&amp;#8217;Atlantico meridionale ha lasciato tra i due paesi strascichi e mugugni mai completamente risolti nonostante la resa dell&amp;#8217;Argentina. Un mazzetto di alghe e qualche gomitolo di lana minacciano cosi&amp;#8217; di trasformarsi in una miscela esplosiva che non fa dormire sonni tranquilli.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;INCOMPETENZA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Tra le amenità della rete, spicca quella di un buontempone che esorta la tedesca Merkel a invadere l&amp;#8217;Italia per cacciare la casta. Senonché , provocazione a parte, si da il caso che Frau Angela , in passato tanto forte da uscire indenne dalla micidiale cura del cucu&amp;#8217; berlusconiano, abbia anch&amp;#8217;essa le sue gatte da pelare. Dopo i primi 100 giorni l&amp;#8217;esecutivo Merkel 2 di centro-destra, presentato al suo apparire come il rimedio di tutti i mali della Repubblica federale, deve fare i conti con i sondaggi in caduta libera e le accuse di incompetenza. Lo scenario del dopo &amp;#8220; Grande coalizione&amp;#8221; assomiglia al campo di battaglia di una quotidiana &amp;#8220; blitzkrieg&amp;#8221; tra democristiani e liberali che ha fatto perdere alla Cancelliera la proverbiale pazienza. Tanto che Westerwelle, l'alleato che veniva considerato la punta di diamante della FDP, ora non fa che ingoiare rospi, perdere prestigio e inanellare delusioni.Ormai i dossier piu' delicati sono nella mani della Bundeskanzlerin. Erano anni che la Germania non aveva un ministro degli esteri cosi&amp;#8217; debole e la crisi non è che all&amp;#8217;inizio.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;GELATINA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Berlusconi si sgola a ripetere che mai prenderà lezioni di onestà dall&amp;#8217;opposizione. Poveretto, possiamo capirlo. Con l&amp;#8217;aria che tira , a fine corso potrebbe incappare in una clamorsa bocciatura. E già, perché nell&amp;#8217;attuale legislatura, la legislatura in cui spadroneggia come meglio gli pare , i casi di malaffare sono come le ciliege: uno tira l&amp;#8217;altro, ma sono meno gustosi. Prima l&amp;#8217;inchiesta sullo scandalo che umilia la Protezione civile e da alcuni giorni i businnes illegali di due società telefoniche , una delle piu&amp;#8217; colossali frodi della storia nazionale, propongono nuovi spartiacque nel percorso elettorale che porta al voto di marzo. Di che riaprire i giochi, complice uno scenario su cui incombe l&amp;#8217;ombra minacciosa della criminalità organizzata . In effetti è davvero inimmaginabile, per non dire indecente, che si possa continuare a governare con questa coalizione in tali condizioni di precarietà. Qui c&amp;#8217;è un gruppo di potere invischiato in un gelatinoso balletto di mazzette , appalti gonfiati , ruberie, festini ,sprechi e abusi in cui la scaltrezza conta piu&amp;#8217; dell&amp;#8217;integrità . Non è un&amp;#8217;altra puntata di Mani pulite. E&amp;#8217; peggio. Incredula e sgomenta l&amp;#8217; opinione pubblica assiste al crollo del miracolismo mediatico che accreditava una falsa idea della politica del &amp;#8220; fare&amp;#8221;. Nel tentativo di svuotare i paragoni con Tangentopoli, il premier esce allo scoperto urlando ai quattro venti &amp;#8220; pm vergognatevi&amp;#8221; . Ma è una mossa dettata dalla disperazione. Fare leva sulla delegittimazione dei magistrati per dare alle regionali il significato di un test nazionale è un gesto gravissimo e irresponsabile. Cosi&amp;#8217; si ostacola l&amp;#8217; accertamento della verità che invece sarebbe utilissimo per introdurre uno spazio in cui ragionare sul malcostume, garantire la trasparenza e salvare la credibilità internazionale del Paese. Al quartiere generale del Pdl, per evitare che la situazione degeneri al punto da condizionare il risultato elettorale, ci stanno pure provando con il frettoloso decreto sui corrotti; una toppa applicata alla bell&amp;#8217;e meglio. Una presa in giro. Pare la vecchia storia dell&amp;#8217;asino che da del cornuto al bue. A dirlo vengono i brividi, ma i fatti delle ultime settimane ci riportano pericolosamente all&amp;#8217;Italia degli anni bui. Un&amp;#8217;Italia nella quale le persone perbene, costernate dall' inarrestabile deriva della questione morale, non si riconoscono. A questo punto c&amp;#8217;è un&amp;#8217;unico modo per venirne fuori, prima del naufragio : un salutare ricambio della leadership politica. Che altro, senno&amp;#8217;!&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;VINTI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Formano un pianeta sommerso vasto quanto una metropoli di cinque milioni di abitanti, gli italiani che vivono a ridosso della soglia di povertà. Ma se ne parla poco, ancor meno alla vigilia delle elezioni, per non guastare il falso iddilio statistico della destra che nega le ricadute piu&amp;#8217; pesanti della crisi. &amp;#8220;E&amp;#8217; un mondo capovolto,una politica irriconoscibile, un&amp;#8217;informazione impazzita&amp;#8221; - chiosa Fausto Bertinotti dalle colonne del Corriere della Sera. Senza rimpianti, ma fedele ai suoi valori, l&amp;#8217;ex leader di Rifondazione Comunista si è messo alla guida del corteo dei vinti. Ma a testa alta. Avevamo due sinistre - dice l&amp;#8217;indomito combattente sindacale - ora non ne abbiamo piu&amp;#8217; nessuna. Ricostruiamone almeno una per vedere se c&amp;#8217;è qualche possibilità di salvarsi dal marasma politico-economico-giudiziario in cui boccheggia il paese. Ma come?&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;GRUZZOLO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Tra l&amp;#8217;ironico e il sarcastico, Voltaire suggeriva di seguire un banchiere svizzero che si gettava dalla finestra perche&amp;#8217; sotto c&amp;#8217;era di sicuro un gruzzolo di monete d&amp;#8217;oro. Oggi nessuno oserebbe un salto nel vuoto data l&amp;#8217;improvvisa debolezza di cui soffre il segreto bancario. Per dirla tutta, la Confederazione elvetica non sta attraversando il suo miglior momento. Vacillano granitiche certezze e le ricadute internazionali del contenzioso con la Libia hanno toccato il nervo scoperto dell&amp;#8217;Alleingang , la via solitaria preconizzata dalla destra nazionalista di Blocher. Senza solide alleanze non si va molto lontano nell&amp;#8217;Europa che dichiara guerra ai paradisi fiscali. Con la caduta del muro di Berlino il vento della storia ha cambiato direzione ed è tramontata l&amp;#8217;epoca in cui bastava evocare il pericolo rosso per zittire chi puntava il dito contro i forzieri troppo ospitali con i patrimoni di dubbia provenienza. Adesso in Germania , Italia e Francia anche la destra e non la sinistra &amp;#8220; cattiva e nemica del capitalismo&amp;#8221; esige da Berna misure piu&amp;#8217; incisive contro gli evasori. Nell&amp;#8217;ottica bancaria si profila un mondo alla rovescia che lascia allibiti i potenti finanzieri elvetici, finora convinti di essere per sempre al riparo dei cambiamenti epocali nell'atmosfera ovattata delle loro torri d'argento. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-4158919589001047728?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/02/soltanto-al-cinema.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-1169023991108771009</guid><pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-15T01:30:41.329-08:00</atom:updated><title>Vigilia elettorale</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Alla vigilia delle regionali arriva puntuale e beffardo un attacco concentrico al servizio pubblico, alla par condicio e ai programmi di approfondimento  ( e i partiti minori vengono esclusi dalla tv nella prima fase della campagna elettorale ).  &lt;I&gt;&lt;/I&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;&amp;nbsp;&lt;/FONT&gt;  &lt;BR&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;  &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;BEFFA&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Siamo alla vigilia delle regionali, ma l&amp;#8217;ipotesi di un ribaltone che ridimensioni lo strapotere della destra appare altamente improbabile. Con un&amp;#8217;opposizione esangue semplicemente mancano le risorse per risparmiare al paese la mortificazione delle &amp;#8220;ghedinate&amp;#8221; e delle &amp;#8220;alfanate&amp;#8221; che condizionano pesantemente la vita degli italiani. Ma soprattutto manca lo spirito giusto- e qui la cosa si fa doppiamente preoccupante - per impedire il rozzo assalto alla libertà di informazione che si è concretizzato nell&amp;#8217;attacco concentrico della maggioranza al servizio pubblico della RAI, alla par condicio ed ai programmi di approfondimento che Berlusconi, col disprezzo tipico dei regimi, ha sbrigativamente liquidato come trasmissioni-pollaio. Attraverso la sopressione di &amp;#8220; Anno Zero&amp;#8221;, &amp;#8220; Ballaro&amp;#8217;&amp;#8221; e &amp;#8220; Porta a Porta&amp;#8221; nel mese che precede la consultazione, si serve ai telespettatori una polpetta avvelenata che piace ovviamente alla destra, ma che avvalendosi del silenziatore di fatto mette il bavaglio all&amp;#8217;esercizio del libero giornalismo e rivela una visione punitiva dell&amp;#8217;informazione. A tutti gli effetti, la decisione della commissione parlamentare di vigilanza RAI, avvalorata e benedetta dal governo che vi esercita un'ampia facoltà di controllo, col pretesto di ampliare l&amp;#8217;area di opinini, diventa cosi' una colossale ipocrisia di stampo orwelliano che calpesta il diritto di scelta degli utenti di rivolgersi alle fonti che meglio gradiscono. Si vanifica cosi', a favore dell'editore politico che conosce soltanto il suo linguaggio, una conquista fondamentale che costituisce il pilastro attorno al quale fa perno la regola aurea del pluralismo. Nel contrasto dei partiti e non nella tentazione di zittire si celebra la festa autentica della democrazia. Il plauso della maggioranza trasforma invece il delirio formalistico dei programmi in una cerimonia funebre che vede riaffacciarsi il fantasma del conflitto di interessi. A meno che al posto dei fatti e dei commenti di interesse nazionale non si voglia privilegiare quale modello di par condicio l&amp;#8217;inaugurazione dell&amp;#8217;ennesima magione principesca, l&amp;#8217;ultima di un parco-ville sterminato di proprietà del premier il cui significato politico-mediatico è sempre piu&amp;#8217; o meno lo stesso: l&amp;#8217;ostentazione di uno sfarzo e dunque di un potere che per la stragrande maggioranza della popolazione alle prese con la crisi ha il sapore di una beffa. A tale proposito abbiamo ricevuto e volentieri qui sotto pubblichiamo le cosiderazioni di un cittadino che riassumono in maniera esemplare e un tocco di rassegnata ironia i sentimenti di amarezza e frustrazione della gente. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TEA PARTY&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Anche in America, piu&amp;#8217; o meno come in Europa, appena comincia a soffiare il vento delle riforme in senso&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;liberal&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;, la destra corre a togliere dall&amp;#8217;armadio le bandiere del vecchio e stantio populismo. Qualsiasi tentativo di attuare una linea bipartisan viene vanificato dalla radicalizzazione della politica come ha dimostrato la Convention del Tea Party a Nashville. In questa specie di Lega a stelle e strisce che fa capo a Sarah Paulin, ex candidata repubblicana alla presidenza, il &amp;#8220;meglio&amp;#8221; del qualunquismo reazionario trova il terreno adatto per coltivare i sentimenti piu&amp;#8217; riposti. E il tè , che evoca pasticcini, salotti eleganti e vecchi merletti, non c&amp;#8217;entra per nulla. Il nome, pur rifacendosi al &amp;#8220;Boston Tea Party&amp;#8221; del 1773 che pose le basi della rivoluzione americana, è l&amp;#8217;acronimo di &amp;#8220;Taxed, Enough, Already&amp;#8221;- basta tasse - lo slogan cui si ispira la rivolta antistatalista, antiimmigrati, anti abortista e contro la riforma sanitaria preconizzata dall&amp;#8217;agenda progressista dei democratici. Di rivoluzionario ovviamente non v&amp;#8217;è neppure l&amp;#8217;ombra , ma il Tea party , che per ora non è ancora strutturato come un partito, viene monitorato attentamente dai democratici e dai repubblicani moderati non potendo prevedere in quale direzione evolverà e quanti consensi trasversali riuscirà a convogliare. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ANNUS HORRIBILIS&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;  &lt;BR&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Corsi e ricorsi. Per la casa comune europea, il secondo decennio del secolo non inizia sotto i migliori auspici. Alcuni osservatori di casa nei corridoi di Palazzo Charlemagne, centro nevralgico del potere europeo, indicano addirittura il 2010 quale possibile annus horribilis dell&amp;#8217;UE. A dare corda ai profeti di sventura ha contribuito anche il voltafaccia di Obama. Il presidente americano piu&amp;#8217; amato dall&amp;#8217;Europa, mostra scarsa propensione ad attraversare l&amp;#8217;Atlantico. Al vertice UE in programma per maggio a Madrid la poltrona riservata al presidente americano, a meno di un ripensamento dell'ultima ora, rischia di restare desolatamente vuota. Secondo la Casa Bianca l&amp;#8217;Europa senza una voce sola e in debito di autorevolezza non è un interlocutore affidabile per concertare le soluzioni che servono al mondo. Dietro questa scelta si cela pero&amp;#8217; un netto cambio di strategia planetaria. Il nuovo ordine mondiale appare sempre più saldamente in mano al G2, Cina e Stati Uniti, mentre l&amp;#8217;assemblea dei 27 sembra avviata a un bivio: l&amp;#8217;integrazione secondo i criteri sanciti dal Trattato di Lisbona o l&amp;#8217;irrilevanza delle sue ambizioni sia sul piano economico che da un punto di vista politico. Nonostante tutto, pero&amp;#8217;, giova ricordare che in passato l&amp;#8217;Europa unita ha saputo mostrarsi piu&amp;#8217; forte delle avversità. Aveva pero&amp;#8217; padri fondatori e alfieri di altro calibro e non come adesso una tavolata con troppi convitati di basso profilo, ma sempre dotati di un vorace &amp;#8220; appetito per i vertici&amp;#8221;. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-1169023991108771009?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/02/vigilia-elettorale.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-1145618968316801768</guid><pubDate>Mon, 08 Feb 2010 14:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-08T06:55:33.905-08:00</atom:updated><title>Aspettando le anatre del Central Park </title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SILENZIO&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Gli autori muoiono, immortali restano i loro personaggi. Seguiamoli dunque nel loro percorso, corriamo a Central Park ad aspettare che tornino le anatre assieme a Holden Caulfield, intramontabile, attualissimo anti-eroe della letteratura americana. A volare liberi da costrizioni. Dissacratore e anticonformista, per niente incline alle mode letterarie, lo scrittore JD Salinger, cui dobbiamo la figura del giovane ribelle per antonomasia, se n&amp;#8217;è andato a 91 anni, nello stile che aveva scelto, nel silenzio volontario, rigoroso, ma non meno assordante e significativo in cui s' era da anni rifugiato, esiliandosi da un paese che diventava via via più volgare e chiassoso. &amp;#8220;Il giovane Holden&amp;#8221;, il romanzo di formazione per eccellenza del secondo novecento, continuerà ad affascinare i giovani per la sua carica &amp;#8220;sovversiva&amp;#8221; , per le sue parole che regalano pensieri e stordimenti. Nella struttura quasi minimalista del suo capolavoro, Salinger ha saputo collocare all&amp;#8217;interno della letteratura lo sguardo adolescenziale di uomini e donne in divenire che puntano i piedi e dicono no . Personaggi che nella tonificante sovversione della morale corrente e benpensante non si adattano a diventare le macchine da lavoro o da guerra o da carriera che la società richiede. In riva a un laghetto gelato nel cuore di Manhattan, il giovane Holden andrà avanti a osservare con implacabile severità un sistema ai cui modelli non si piegherà mai. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DEGRADO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;&amp;#8220;Vattene a casa sporco negro&amp;#8221;. Non bastano i cori fascitoidi nelle cattedrali del calcio, non basta l&amp;#8217;orrendo &amp;#8220; Bianco Natale&amp;#8221; leghista, non basta il tiro a segno contro i &amp;#8220; clandestini&amp;#8221;. Da troppo tempo ormai, da quando spadroneggia una certa destra , si assiste a una deriva inarrestabile dei principi di fratellanza e solidarietà che iniziata con gli infamanti respingimenti in mare, trova ora altri sfoghi all&amp;#8217;accanimento razziale nei campetti di periferia dove di rado arrivano i riflettori dell&amp;#8217;attualità. Dove è piu&amp;#8217; facile e vile colpire i deboli, i &amp;quot; diversi&amp;quot;, contando sulla complicità che garantisce l&amp;#8217;impunità. Senza lo sdegno del loro presidente, che ha denunciato l&amp;#8217;accaduto, la triste vicenda di Emeka e Narciso Egwu, due fratelli italiani di origini nigeriane, calciatori nelle leghe minori, non sarebbe mai venuta a galla.In assenza di quell'atto di coraggio, l &amp;#8217;esplosione di intolleranza sarebbe rimasta sepolta sotto l&amp;#8217;omertà delle vergogne inconfessabili. Per il colore della pelle i &amp;#8220;Balotelli d&amp;#8217;Umbria&amp;#8221; durante una partita sono stati offesi piu&amp;#8217; volte con ingiurie di inaudita gravità che evidenziano diffusi fenomeni di inciviltà contro i quali pare non vi siano rimedi. Nei giorni della Memoria, vengono i brividi di fronte all&amp;#8217;odio cieco scatenato dagli istinti piui&amp;#8217; riposti. E raggela il sangue il pensiero che persino l&amp;#8217;arbitro, rinnegando la sua funzione, rinnegando se stesso, si sia unito al coro degli insulti in un clima di degrado sempre piu&amp;#8217; inquietante, sempre piu&amp;#8217; carico di minacce. A quali altre infamie dovremo assistere per capire quanto sia pericoloso per la società alimentare il livore xenofobo anziché vigilare in modo che ciascuno assimili la cultura della convivenza? Rispondere che la madre degli imbecilli è sempre incinta è una scappatoia che ormai non ha piu' senso; sarebbe come lavarsene le mani. Perché il vero problema sta altrove, sta nei tanti, troppi cattivi maestri che su queste bassezze ci speculano senza ombra di pudore per raccattare consensi. Altro che il partito dell&amp;#8217;amore! &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DECLINO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Dopo l&amp;#8217; inchiesta sulle responsabilità di Londra nel disastro irakeno a restare impresso non è tanto il giudizio politico sull&amp;#8217;operato di Tony Blair. Rilevante è invece l&amp;#8217;aspetto etico e morale di quel &amp;#8220;pasticciaccio brutto&amp;#8221; delle armi di distruzione di massa mai esistite , di fatto una spudorata manipolazione imbastita con l&amp;#8217;America di Bush per nascondere la verità sulle ragioni dell&amp;#8217;intervento armato. Intervento che tra l&amp;#8217;altro non ebbe mai il sostegno della comunità internazionale. In quel buco nero sono crollate tante speranze, è fallito il sogno della democrazia condivisa, si sono frantumate le illusioni del &amp;#8220;new labour&amp;#8221;, la terza via, ormai figurina sbiadita nel cassetto delle immagini. Si eleggono i leader nell&amp;#8217;attesa di essere governati da uomini che sanno dedicarsi alla buona amministrazione, poi si resta paralizzati dallo sconcerto nello scoprire quello che c&amp;#8217;è sotto il vestito. Individuate le due &amp;#8220;B&amp;#8221;, manca il terzo player, manca l&amp;#8217;altro signor B., colui che allineo&amp;#8217; l&amp;#8217;Italia sulle posizioni interventiste della Casa Bianca nella presunzione di sedere al tavolo dei &amp;#8220;vincitori&amp;#8221;. Ma lui la storia se la fa scrivere ad personam. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RE SOLE.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Neanche fosse Luigi XIV, il Cavaliere annuncia di essere in viaggio per portare il sole ai &amp;#8220; sudditi&amp;#8221; e avviare cosi&amp;#8217; il paese sulla strada di un radioso futuro. Mancava che aggiungesse &amp;#8220; après moi le déluge&amp;#8221; e l&amp;#8217;illusione di trovarsi in una Versailles di cartapesta, lussureggiante, luccicante, esagerata, falsa, sarebbe stata perfetta. ll disagio con la maggioranza è proprio questo , dover assistere impotenti ad una mistificazione continua della realtà. Ma a dispetto delle apparenze, il novello Re Sole non pare del tutto tranquillo come vuol far credere. A destra ancora non hanno metabolizzato le due batoste di Prodi al Cavaliere ed é bastato che circolassero alcune voci sul rientro in scena del Professore per riaprire le cataratte della sofferente ironia pidiellina. E&amp;#8217; un dinosauro - chiosano i giornali di famiglia. Già, come se il premier fosse un pivello con in tasca il sol dell&amp;#8217;avvenire. Insomma, gira e rigira, il fantasma delle duplice sconfitta agita ancora i sonni del Capo.&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;B&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;POTERE.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Sono da brivido, in sintonia con la stagione, i dati sulla disoccupazione in Italia. Nulla a che vedere con l&amp;#8217; Eldorado spacciato dall&amp;#8217;informazione a panino delle testate amiche di Silvio. L&amp;#8217;economia ha ancora la crisi addosso nonostante gli ottimismi venduti a buon mercato. E neanche il forum di Davos, rimasto molto al di sotto delle aspettative, ha incoraggiato le speranze di guarigione. Mentre l&amp;#8217;alta finanza sembra in procinto di ricadere negli antichi vizi , a Roma una classe dirigente inetta ,ottusa, sta portando il paese alle condizioni piu' temute: immobile, privo di idee e progetti. Chi governa appare interessato solo al proprio esclusivo tornaconto, senza rendersi conto che l'intero sistema si sta progressivamente sfaldando.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Insomma le cose non vanno affatto bene. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-1145618968316801768?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/02/aspettandole-anatre-del-central-park.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-7077229323132929590</guid><pubDate>Tue, 02 Feb 2010 08:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-02T00:42:26.972-08:00</atom:updated><title>Un filo conduttore ben visibile</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;B&gt;&lt;/B&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;B&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;OLOCAUSTO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Un filo conduttore ben visibile ha legato gli eventi organizzati in occasione della Giornata della memoria. Da ogni intervento è trapelato l&amp;#8217;impegno di operare con tutte le forze affinchè l&amp;#8217;orrore dell&amp;#8217;Olocausto non accada mai piu&amp;#8217;. Tuttavia, possiamo dirci sicuri al cento per cento che la minaccia sia stata bandita dalla storia presente e futura dell&amp;#8217;umanità? Sinceramente ne dubitiamo. Certo, nulla al mondo potrà mai uguagliare il delirio malefico e distruttivo con cui la Germania organizzo&amp;#8217; e attuo&amp;#8217; lo sterminio del popolo ebraico. Lo spaventoso rigore contabile col quale venne progettata la Shoah è l&amp;#8217;espressione piu&amp;#8217; sconvolgente del male assoluto trasformato dai nazisti in quotidiana normalità. Appunto, la banalità del male di cui parla Hannah Arendt ; banalità che è tornata a manifestarsi ad Auschwitz dal quale luridi individui trafugarono per farne oggetto di ignobile mercimonio il simbolo posto sul cancello con la scritta &amp;#8220; Arbeit macht frei&amp;#8221;. Non dovrebbe piu&amp;#8217; succedere,siamo intesi, ma in pari tempo come si fa a non avere paura dato quello che accade sotto i nostri occhi? Ai tempi della soluzione finale e delle leggi razziali tanti preferirono voltare la testa dall&amp;#8217;altra parte per non vedere cosa accadeva al vicino di casa trascinato nel mortale corteo delle deportazioni. Nel terzo millennio si compiono ogni giorno stragi umanitarie, pulizie etniche, crudeli respingimenti, ma l&amp;#8217;unico modo escogitato per non prenderne atto è di ignorarle. Allora non c&amp;#8217;è che un solo modo per onorare le vittime della barbarie: tenere sempre alta la guardia al fine di sconfiggere sul nascere la prevaricazione dell&amp;#8217;uomo sull&amp;#8217;uomo. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;EGEMONIA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt; &lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Al grande Wells ( La guerra dei mondi) venne l&amp;#8217;idea di un banale raffreddore per stendere i marziani. Il virus esorcizzava le paure dell&amp;#8217;ignoto e definiva i confini entro cui stare al riparo dagli invasori . Oggi ad attraversare le distanze siderali non sono gli omini verdi, ma segnali che ridefiniscono i limiti geopolitici della libertà d&amp;#8217;informazione. Nell&amp;#8217;umanità globalizzata la sfida tra gli imperi si combatte per il controllo del cyberspazio. E come si è visto col precipitare del braccio di ferro tra Cina e USA su Google che ha colto tutti di sorpresa , il confronto solleva non poche incognite dalle conseguenze ancora imprevedibili. Nel G2 in gioco c'è il concetto di sovranità nazionale ai tempi di Internet , un fenomeno che muove interessi enormi e risveglia fantasmi da guerra fredda. La casistica dei conflitti tra i regimi autoritari e la libertà online è ricca di precedenti, dall'Iran alla Birmania. Poche altre tecnologie - la stampa di Gutenberg, il telefono, la radio e la televisione - hanno avuto effetti sociali rivoluzionari come questo motore di ricerca, che ha sconvolto il modo di produrre informazione, selezionarla, e consumarla. Sarebbe un problema non da poco se lo scontro sconfinasse nel conflitto ideologico vecchia maniera. Il rischio esiste: da una parte si parla di &amp;quot;architettura aperta&amp;quot;, altri capiscono &amp;quot;egemonia americana&amp;quot;. Se l&amp;#8217;obbiettivo è cambiare il mondo, la sola via praticabile è un nuovo umanesimo che superi le grandi muraglie senza tuttavia travolgere l&amp;#8217;esperienza di culture millenarie. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;BAR SPORT.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Un bel tacer non fu mai detto. Dalla serie &amp;#8220; facciamoci conoscere&amp;#8221;, il governo Berlusconi è riuscito, attraverso le parole del sottosegretario alla Protezione civile, nell&amp;#8217;impresa invero piu&amp;#8217; unica che rara di creare un pasticcio diplomatico anche sulle rovine di Haiti. La gaffe planetaria oscura tutto quanto si era visto in precedenza, il cucu&amp;#8217;, le corna,le pacche sulle spalle, gli scherzi goliardici del premier. È evidente che Guido Bertolaso non si sia reso conto che quello non era il momento di calare sermoni e impartire lezioni da generale a quattro stelle , bocciando come &amp;quot;patetici&amp;quot; i soccorsi americani. Rimane tuttavia la sensazione che il bravo funzionario, complimentato da Obama per come aveva saputo gestire il dopo-terremoto dell&amp;#8217;Aquila, abbia recitato un copione non suo dopo essere finito in un ingranaggio propagandistico piu&amp;#8217; grande di lui. Presentarsi come &amp;#8220; coordinatore del mondo&amp;#8221; per rimediare alla disorganizzazione USA, che pure esiste, è stato un atteggiamento da fiera delle vanità del tutto fuori posto nelle condizioni in cui si trova l&amp;#8217;isola, ridotta come Dresda o Hiroshima alla fine della guerra. La gelida stoccata della Clinton ( roba da bar sport) inquadra molto bene la portata dell&amp;#8217;incidente che ha costretto la Farnesina e Palazzo Chigi a chiedere scusa per non mettere il Cavaliere nell&amp;#8217;imbarazzante situazione dello scolaretto bachettato dalla maestra. Col tempo lo strappo con Washington è di quelli si lasciano ricucire, ma i cerotti saranno vistosi. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RICAMBIO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Il gioco di parole è scontato, al limite dell&amp;#8217;ovvio. Boccia bocciato boccia il Pd. Allora proviamo a metterla cosi&amp;#8217;. Nessuno si offenda, ma viste le partite che riesce a perdere in maniera dilettantesca, diciamo che alla squadra di Bersani farebbe comodo uno come Mourinho che i derby li vince prima di andare in campo. La metafora sportiva in questo momento si presta molto bene per descrivere il clima dello spogliatoio, dove circolano poche idee e anche quelle poche piuttosto confuse. Senza calcare la mano, bisogna pur convenire che offrire agli avversari Puglia e Bologna su un&amp;#8217;unico piatto d&amp;#8217;argento è da cartellino rosso. Santo cielo, ma cosa deve ancora succedere prima che la sinistra , alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali, si decida a liberarsi dalle pastoie della sua infausta litigiosità ? Non basta ancora che a Roma governi una compagnia di personaggi cechoviani interpretati da attori mediocri? Personaggi che si credono - per dirla con il maestro russo - protagonisti di chissà quali miracolose innovazioni mentre sono solo meschini. Ogni giorno che passa con questa maggioranza è un colpo ai fianchi del paese. Altrove la tragica vicenda del premier-imputato , che trascorre piu&amp;#8217; tempo a litigare con la giustizia anziché governare , sarebbe considerata un&amp;#8217;anomalia da dimissioni immediate. Non in Italia, invece, dove il Pdl , anche adesso che si aprono nuovi, imbarazzanti dossier su Mediaset, non rinuncia a subordinare il diritto al potere . Ed è questo il vero punto su cui i cittadini devono riflettere . Piu&amp;#8217; che mai serve il ricambio del buon governo che riporti la questione morale al centro del dibattito. Malauguratamente con le faide baresi e il &amp;#8220;papi&amp;#8221; della Garisenda non non si va lontano. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;MELASSA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Fascisti e sultani? E&amp;#8217; la società che li lascia fare. Avviandosi ai novantanni, Giorgio Bocca , mai domo, sempre indignato, sa dove andare a colpire per fustigare i mali che angustiano il paese. Li elenca nel suo ultimo saggio, &amp;#8220;Annus Horribilis&amp;#8221; in uscita da Feltrinelli. A suo dire la radice di certe escrescenze passate a presenti che il vecchio leone di Cuneo imparo&amp;#8217; a conoscere quando militava nel Guf ( peccato di gioventu&amp;#8217; riscattato nella Resistenza) , affondano nella rilassatezza , l&amp;#8217;indulgenza e la mollezza dei costumi. Inutile prendersela con Berlusconi ( o soltanto con lui), che sta sul trono circondato da stuoli di favoriti, osannato ,riverito e rivotato. Per districarsi dalla melassa dopotutto sarebbe sufficiente mandarlo in pensione con il sistema piu&amp;#8217; democratico che ci sia: le elezioni. Invece succede il contrario, vai a capire il perché. Con il conflitto di interessi, il Lodo Alfano e quant&amp;#8217;altro, &amp;#8220;la formazione in atto del nuovo regime&amp;#8221; si consuma nell&amp;#8217;indifferenza di un sistema sempre piu&amp;#8217; fragile e conseziente. Non è tornato il fascismo del ventennio, avverte l'instancabile scrittore-saggista, ma quello di sempre, frutto della bolsa retorica patriottarda, ipocrita e bigotta. In quest&amp;#8217;ottica l&amp;#8217;autore prova a ragionare con i lettori , a farsi coscienza civile per contrastare il conformismo del pensiero unico e , in primis, per vincere la paura &amp;#8220; che ha sostituito le ideologie e le utopie&amp;#8221;. Quindi non stupisce neanche un po&amp;#8217; che Bocca sia il giornalista piu&amp;#8217; detestato dalla destra. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-7077229323132929590?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/02/un-filo-conduttore-ben-visibile.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-1501233833743680055</guid><pubDate>Mon, 25 Jan 2010 11:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-25T03:11:47.295-08:00</atom:updated><title>Un anno di Obama</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Se l&amp;#8217;intento è arare il terreno per far crescere il seme della democrazia, la dottrina di Obama della mano tesa , del dialogo e della diplomazia è la piu&amp;#8217; indicata. Ma allora, per favore, senza troppi generali d'attorno...&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SPERANZA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Da piu&amp;#8217; parti cui si interroga sulla massiccia presenza americana ad Haiti. Col realismo teorizzato da Bismarck, la Casa Bianca invia truppe, pianta bandiere a strisce e stelle, controlla il territorio e proclama la sua leadership nella gestione dell&amp;#8217;emergenza. Nell&amp;#8217;infinità apocalittica della tragedia Obama mette in campo , oltre alla generosità, il suo prestigio e quello degli Stati Uniti per vincere la sfida umanitaria. Ma c&amp;#8217;è appunto quel seguito di militari , quel vistoso spiegamento di marines in armi che invero sembra fuori posto in un paese che non è in guerra. Le immagini degli elicotteri targati USAF che atterravano nel giardino per blindare il palazzo presidenziale in effetti hanno creato qualche perplessità anche all&amp;#8217;ONU. Ovviamente in un paese in queste condizioni è inevitabile che vi siano problemi pazzeschi nel garantire un minimo di governabilità. Da questo punto di vista tuttavia l &amp;#8217;onestà morale e intellettuale del presidente è fuori discussione. Anche per le sue origini Obama intende marcare la differenza dalla precedente amministrazione che non ha mai ascoltato le invocazioni d&amp;#8217;aiuto provenienti dall&amp;#8217;isola. E questo è il punto: bisogna ridare coraggio e speranze a un popolo che non aveva nulla e nel terremoto ha perso anche il futuro. Per non alimentare sospetti andrà subito chiarito, pero&amp;#8217;, che i marines sono sul posto soltanto per oliare la macchina dei soccorsi e non per mansioni di caserma che risulterebbero del tutto incongrue. Se l&amp;#8217;intento è arare il terreno per far crescere il seme della democrazia in un luogo che ha conosciuto soltanto soprusi, la dottrina di Obama della mano tesa , del dialogo e della diplomazia è la piu&amp;#8217; indicata. Ma appunto, senza generali.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SCHIAFFO. - &lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Negli USA la destra repubblicana non sta piu&amp;#8217; nella pelle. Da tempo meditava di farla pagare a quel giovanotto di colore che aveva avuto l&amp;#8217;audacia di vincere le elezioni mettendo a nudo le inadempienze del suo predecessore.L&amp;#8217;occasione si è presentata inaspettatamente nel Massachussets dove l&amp;#8217;elezione per il seggio senatoriale lasciato vacante da Ted Kennedy ha consegnato ai rivali del Grand Old Party una vittoria tanto sorprendente, quanto clamorosa. Nella culla della tradizione kennedyana Obama oltre al seggio ha perso d&amp;#8217;un sol colpo uno storico bastione democratico, la maggioranza qualificata alla camera alta e non poche speranze di portare in porto la riforma sanitaria che la gente non capisce e non considera prioritaria. Infine, e qui lo schiaffo fa veramente male, ha perso anche il primo , vero referendum su se stesso. Molto, troppo. A un solo anno dal suo ingresso alla Casa Bianca, Obama si trova quindi nella condizione di doversi reinventare per non arrivare col fiato corto alle elezioni di novembre, le cosidette &amp;#8220; mid term&amp;#8221; che costuiscono un temibile banco di prova per qualsiasi presidente. Nessuno immaginava che la necessità di cambiare marcia fosse tanto urgente, ma è esattamente cio&amp;#8217; che il carismatico trascinatore del &amp;#8220; yes we can&amp;#8221; dovrà fare per recuperare il feeling con gli elettori che ha perso molto dell&amp;#8217;entusiasmo iniziale. Sulle ragioni della caduta dei consensi si sono versati fiumi di inchiostro. I giudizi variano, ma almeno uno emerge con chiarezza. Nei dodici mesi trascorsi dal suo insedianmento il presidente puo&amp;#8217; sostenere di avere governato con equilibrio e competenze, senza tuttavia essere riuscito , fors&amp;#8217;anche a causa della crisi economica, a esorcizzare le paura e l&amp;#8217;impazienza degli elettori. In quest&amp;#8217;ordine di idee il secondo anno di Obama si preannuncia ancora piu&amp;#8217; difficile del primo, gravato com&amp;#8217;è, oltre che dai rovesci interni, da un dossier di politica estera che dalla gestione virtuosa del terremoto al terrorismo afghano, capace di portare la sfida nel cuore di Kabul, è una lista infinita di scelte irte di difficoltà. Ricostruita con un capolavoro diplomatico l&amp;#8217;immagine degli USA nel mondo, ora a Obama serve nuova determinazione per affrontare i mali dell&amp;#8217;America, demoralizzata dalla disoccupazione, e poi per replicare all'opposizione conservatrice , che ha cominciato ad assediare la Casa Bianca, non piu' con soluzioni ecumeniche, ma alzando il profilo delle sue azioni, quelle che aveva promesso durante la scintillante campagna elettorale.L'audacia di scalare la Casa Bianca deve fare il paio con l'audacia di governare.&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SPETTRO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Washington ha smesso di considerare l&amp;#8217;America latina come lo zerbino di casa. Cio&amp;#8217; nonostante, l&amp;#8217;esito delle elezioni che riconsegnano il Cile alla destra non mancherà di evocare sgradevoli ricordi. Sebbene il buio dell&amp;#8217;era Pinochet sia ormai lontano, lo spettro del dittatore che fu spalleggiato dagli Stati Uniti resta una presenza inquietante. Sul futuro del paese si staglia in filigrana il pinochettismo dal volto pulito, cioé in doppiopetto e quindi ancor piu&amp;#8217; infido, che il neo presidente Sebastian Pinera, un magnate in preda a un berlusconiano conflitto di interessi, vorrebbe sdognare e riportare al governo. Se la Concertacion di sinistra, che in ventanni ha reso il Cile una nazione prospera e moderna, paga con la sconfitta lo scotto della litigiosità, sull&amp;#8217;altre versante il successo della destra con le sue nostalgiche promiscuità non lascia tranquilli. Le prossime mosse aiuteranno a capire se il paese andino ha vissuto una normale transizione democratica oppure un traumatico passaggio di consegne .&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;CAMOMILLA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - A Maurizio Sacconi farebbe bene un ripasso di Welfare di cui è ministro. Gli tornerebbe utile per presentare il quadro della disoccupazione cosi&amp;#8217; com&amp;#8217;é e non con le stime alla camomilla del governo. Secondo Bankitalia la congiuntura sul mercato del lavoro non solo è negativa, ma è resa ancor piu&amp;#8217; pesante dall&amp;#8217;alto numero di cassintegrati. Stranamente pero&amp;#8217; l&amp;#8217;incaricato del &amp;#8220; benessere&amp;#8221; non li considera disoccupati, ma lavoratori in ferie prolungate. Cio&amp;#8217; rientra nel copione del reality show di Palazzo da cui è bandita qualsiasi allusione alla crisi quotidiana che coinvolge le persone e le famiglie. Nel verbo berlusconiano chi osa turbare la scena mediatica in cui fatti e contesti critici hanno sempre meno spazio è disfattista. Per certi versi la tesi di Sacconi fa venire in mente la storiella della fanciulla che confessava di essere incinta, &amp;#8220; ma solo un pochino&amp;#8221;. A loro volta i cassintegrati d&amp;#8217;ora in poi potranno dire di essere disoccupati, ma, appunto, solo un pochino!&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RICAMBIO. -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Sarà vera gloria? Lo smarcamento di Fini da Berlusconi ha incuriosito la stampa internazionale che ora aspetta la prossima mossa. Finora pero&amp;#8217; la tregua armata tra i due tenori del Pdl ha prodotto soltanto precauzionali smentite. Come suggerisce la prassi andreottiana il potere logora soltanto chi non ce l&amp;#8217;ha. E chi ce l&amp;#8217;ha se lo tiene stretto. Comunque sia, lavorare non PER, ma CON Silvio , come pare abbia detto il presidente della Camera, non è soltanto un distinguo tra due preposizioni semplici, ma una scelta di campo che rimette in discussione i rapporti di forza nella coalizione di governo. Allo stato attuale l&amp;#8217;Italia è ferma al palo anche a causa del populismo che infetta la democrazia. La sospensione dei dibattimenti, il legittimo impedimento, il nuovo lodo Alfano sono tutti temi critici condannati a essere leggi ad personam, cioé senza nessuno beneficio per la popolazione. In queste condizioni, con o senza il fattore F, l&amp;#8217;urgenza del ricambio morale alla guida del paese si fa sempre piu&amp;#8217; impellente.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TU, LEI, VOI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - &amp;#8220; Lei non sa chi sono io&amp;#8221;. Ben presto ogni tribuna politica si trascinerà dietro la memorabile battuta dell&amp;#8217; &amp;#8217;onorevole Toto-Votantonio che ci fece sbellicare dalle risate. Nella nuova stretegia comunicativa escogitata dal premier, il &amp;#8220; Lei&amp;#8221; prenderà infatti il posto del piu&amp;#8217; confidenziale &amp;#8220; tu&amp;#8221; durante i dibattiti. Con questa trovata ( ma non hanno altro a cui pensare?) il Pdl intende marcare le distanze anche grammaticali con gli avversari dell&amp;#8217;opposizione in vista della campagna per le Regionali di primavera. Sandro Bondi, sempre attento a intuire le mosse del Capo, ha fatto da apripista intimando a Franceschini di dargli del Lei. Al che l&amp;#8217;ex segretario dei Democratici ha replicato con un beffardo.&amp;#8221; Si, eccellenza...&amp;#8221;. Insomma, chi l&amp;#8217;ha detto che questo governo manca di iniziativa.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Anzi, a quando il ritorno al &amp;#8220;Voi&amp;#8221; ? &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-1501233833743680055?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/01/un-annodi-obama.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-3771356151223255778</guid><pubDate>Mon, 18 Jan 2010 15:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-18T07:43:04.247-08:00</atom:updated><title>Un grido di dolore</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;HAITI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Come nella voce spezzata dei primi soccorritori, è difficile trovare le parole che aiutino a superare l&amp;#8217;orrore per l&amp;#8217;apocalisse di dimensioni bibliche che si è abbattuto su Haiti. L&amp;#8217;accanimento della natura supera ogni immaginazione e l'enormità del terremoto ci rimanda l&amp;#8217;immagine di una nazione distrutta e di una città, Port au Prince, con due milioni di abitanti, che di fatto non esiste piu&amp;#8217;. La capitale è solo una distesa di rovine difficile da raggiungere. Nell&amp;#8217;annunciare l&amp;#8217;invio degli aiuti, il presidente Obama ha parlato di una tragedia incomprensibile e feroce. I cultori del vodoo, pratica mistica che affonda le sue radici in questo lembo di terra nel mar dei Caraibi, avranno ora una ragione in piu' per convincersi che una sorte maligna tiene in pugno la popolazione. Certo, la fatalità ha il suo peso. Ma è soprattutto l'incuria, la colpevole, delittuosa incuria del potere, a moltiplicare all'ennesima potenza la forza devastante e incontrollabile degli elementi. I rituali semipagani hanno poco o niente a che vedere&lt;BR&gt; con quanto è accaduto. In realtà nulla è imcomprensibile in un paese che ha subito tutti i drammi del colonialismo e della prevaricazione. Haiti ha pagato e paga tutti i peccati del mondo, il mondo bianco, ma anche le follie di chi se ne assunto il governo con tale insolenza da portarla alla rovina. Non c'è nemmeno l'ombra dei rutilanti e goderecci paradisi caraibici, forzieri prediletti degli evasori milionari, nel paese piu&amp;#8217; povero del continente americano, agli ultimi posti al mondo per il reddito annuo pro capite che è appena di 1300 dollari. Qui si respira soltanto miseria, miseria nera. Nonostante le cospicue esportazioni di zucchero, caffè, banane e mango, l&amp;#8217;antica Hispaniola , dove Cristoforo Colombo attracco&amp;#8217; al termine del suo primo viaggio, nel 1492, la popolazione vive ancora oggi in condizioni di arretratezza spaventose. La furia omicida del sisma ha messo a nudo la fragilità di un paese che è sempre è stato in balia di crudeli dittatori, predoni della libertà, dei commerci e del progresso. Con conseguenze terribili. La mancanza di strutture adeguate ha contribuito a ingigantire ulteriormente l&amp;#8217;impeto del terremoto e a dilatare in modo spaventoso il bilancio dei morti e dei danni. Pur trovandosi in una regione a forte attività sismica il paese è privo persino delle piu' rudimentali reti di protezione per l'incolumità della popolazione. Quella di Haiti è una lunga storia di ordinari soprusi che durano fin da quando, oltre 200 anni fa, questo fu il primo stato dell&amp;#8217;America latina a rendersi indipendente dalla Francia, diventando la prima Repubblica fondata da schiavi. Fu pero&amp;#8217; un&amp;#8217;illusione di breve durata. Con la perfida ambiguità di cui erano capaci, le grandi potenze mai hanno permesso ad Haiti di essere realmente indipendente, aprendo cosi&amp;#8217; una ferita che non si é mai rimarginata. Dal regime sanguinario dei Duvalier, che a quanto di dice fece eliminare oltre trentamila oppositori, ai successori del despota, non meno efferati, questa è stata una terra di conquiste e di soprusi in cui la barbarie ha cancellato i piu&amp;#8217; elementari diritti umani. In tempi piu&amp;#8217; recenti, il colpo di stato col quale nel 2004 venne abbattuto Jean Bertrand Aristide, democraticamente eletto ma giudicato inaffidabile dagli Stati Uniti di Bush, ebbe effetti sconvolgenti che avviarono una serie interminabile di violenze e massacri. L&amp;#8217;accanimento delle maggiori potenze mondiali contro un Paese piccolo e povero non ha ne spiegazioni ne giustificazioni se non quelle dettate dai piu&amp;#8217; riposti egoismi di bottega. Ora, al cospetto del grido di dolore che si alza dalle macerie, si abbia almeno la decenza di ammettere che oltre alla natura anche altre ragioni inconfessabili hanno contribuito a gettare il paese nel lutto e nel dolore, lasciandolo in una condizione di estrema povertà che lo rende indifeso e vulnerabile. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;VERGOGNA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Altro che partito dell&amp;#8217;amore. Cio&amp;#8217; che arriva da Rosarno è la fotografia agghiacciante di un&amp;#8217; Italia che vorremmo cancellare dalla vista. La dolente cronistoria di un dramma umanitario in cui si rispecchia l&amp;#8217;inesorabile consunzione della legalità, della fratellanza, della solidarietà. Pensavamo che con il famigerato White Christmas fosse stato toccato il fondo dell&amp;#8217;iniquità, invece ci sbagliavamo. Abbiamo rivisto esplosioni di odio razziale imbastito sul colore della pelle che ci riportano ai tempi bui dell'America piu' ferocemente segregazionista. La rivolta dei disperati si è consumata in un grumo di violenza, soprusi e xenofobia che lascia atterriti. Bisognerà aggiornare l&amp;#8217;accorato appello di Max Frisch che esortava i suoi connazionali a non farsi traviare dai cattivi maestri. Non piu&amp;#8217; &amp;#8220; Volevamo braccia, sono arrivati uomini&amp;#8221;, bensi&amp;#8217; &amp;#8220; Volevamo braccia, sono arrivati schiavi&amp;#8221;. Schiavi del terzo millennio. Ecco chi sono quei ragazzi che raccolgono arance al freddo, vivono in tuguri che sembrano porcilai,vagano come animali da una terra all&amp;#8217;altra, sono chiamati da tutti &amp;#8220;negri&amp;#8221; , lasciati senza nulla. Ad aggiungere vergogna alla vergogna provvede la latitanza del governo, troppo a lungo assente da un territorio in cui la criminalità , temuta, riverita, corteggiata, detta indisturbata le regole sociali. La classe politica avebbe dovuto gestire il complesso processo dei flussi migratori, conseguenza delle tensioni e della povertà in sempre piu&amp;#8217; ampie sacche del mondo, applicando le ragioni del cuore e non la vulgata repressiva. Invece ha puntato le sue fortune sulla paura e ne ha ricavato facili consensi. Le conseguenze sono spaventose. Si indaghi adesso sulla trave dei torbidi intrallazzi mafiosi e non sulla pagliuzza dell&amp;#8217;immigrazione clandestina che poi tanto clandestina non è. Sono oltre ventanni che a ogni stagione il popolo degli ultimi, complice il silenzio delle istituzioni, si spacca la schiena per pochi spiccioli all&amp;#8217;interno di un sistema abbietto che corrompe, avvelena e inquina tutto cio&amp;#8217; che ricade sotto il suo raggio d&amp;#8217;azione.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ABUSO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;L&amp;#8217;anno nuovo sembra già vecchio. Le feste sono finite da un pezzo, lo spettacolo ricomincia. Una contraddizione in termini, ma non per la politica italiana che ci ha abituato alle cose piu&amp;#8217; incredibili. Tanto che la maggioranza continua a scannarsi a mezzo stampa di famiglia, in una sarabanda di fratelli-coltelli che non aiuta certo il buon governo. Dopo un 2009 horribilis che ha duramente colpito il mondo del lavoro, l&amp;#8217;inerzia dell&amp;#8217;esecutivo consegna al paese il diario di una dolorosa sconfitta sociale . In questo clima di sconforto fatichiamo a farci persuasi che il 2010 porterà una copiosa messe di riforme , a meno che come al solito non siano soltanto uno strumento-ponte fino al prossimo lodo Alfano. Su questo punto d'altronde la road-map del premier non lascia dubbi. Si intuisce al volo che prima di ogni altra riforma viene la giustizia, l&amp;#8217;ossessione quotidiana del Cavaliere. Come diceva Remarque &amp;#8220; all&amp;#8217;ovest nulla di nuovo&amp;#8221;. E il dialogo? Risponde Anna Finocchiaro: &amp;quot; le decisioni prese al vertice con il premier e non in Parlamento sono come un dito nell&amp;#8217;occhio&amp;quot;. By-passare le Camere significa aprire la strada all&amp;#8217;inciucio che è cosa non buona e ingiusta. In realtà a Berlusconi non interessa il bene della collettività, ma soltanto la sua impunità . Parla di leggi &amp;#8220; ad libertatem&amp;#8221;, ma pensa a uno scudo &amp;#8220; ad personam&amp;#8221; che lo ponga al riparo dai processi. A questo punto il centro dello scontro sarà sullo smantellamento della Costituzione. Sul passaggio dallo Stato di diritto allo Stato autoritario. Insomma siamo alle solite. Sullo sfondo di una stagione che si preannuncia carica di incognite torna a riccheggiare il monito di Marco Tullio Cicerone: per quanto tempo ancora Catilina abuserai della nostra pazienza! &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;BUGIE.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Era un tale istrione da riuscire con il trucco e con gli inganni a farsi osannare dalle folle oceaniche mentre portava l&amp;#8217;Italia alla rovina. Sembra, detto con un filo di malizia, un personaggio contemporaneo, invece è il Mussolini privato della Petacci, l&amp;#8217;amante gelosa e fedele fino alla morte. Nei diari di Claretta, di cui è stata pubblicata la prima parte, ci sono scarsi riferimenti alla politica, ma parecchie considerazioni umane sul Duce, il suo entourage e i cortigiani del fascismo. Ne viene fuori il ritratto di un dittatore che a buon diritto puo&amp;#8217; essere considerato il precursore del gossip tanto è abile a usarlo quale strumento demagogico per accrescere il consenso popolare. Non aveva la televisione, ma i reality dell&amp;#8217;epoca, i famosi telefoni bianchi e i film di guerra che accreditavano l&amp;#8217;immagine virile cara al regime , contribuivano a fare di Mussolini un irresistibile Don Giovanni, invidiato e ammirato dagli italici maschi in orbace. Pare insomma un &amp;#8220; papi&amp;#8221; ante-litteram , un incantatore di serpenti che con una strizzatina d&amp;#8217;occhio e un sorso di olio di ricino per i recalcitranti preferisce far vincere , anziché la verità, l&amp;#8217;arte della retorica. Sappiamo purtroppo come ando&amp;#8217; a finire quel castello di bugie. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-3771356151223255778?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2010/01/un-grido-di-dolore.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-5343604416623635498</guid><pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-11T03:06:37.255-08:00</atom:updated><title>Il paziente si salverà, a patto che. . .</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Molti pensavano fosse una scena folkloristica, invece da Copenaghen sale un grido di allarme. Cio&amp;#8217; che conta davvero per dare un senso al vertice è imprimere una svolta decisiva alle strategie per la riduzione delle emissioni inquinanti. &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;   &lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;CLIMA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Molti pensavano fosse una scena folkloristica, invece era un grido di allarme. Anche oltre i cinquemila , sulle cime che il governo del Nepal ha scelto come sede estomporanea per una inedita forma di protesta, l&amp;#8217;aria è sempre piu&amp;#8217; inquinata. Ora gli occhi del mondo sono puntati sulla capitale danese per capire e giudicare se dalla Conferenza dell&amp;#8217;ONU sul clima uscirà qualcosa di buono, concreto e duraturo per salvare la Terra dal surriscaldamento climatico. Ma la distanza che ancora separa l&amp;#8217;intreccio non sempre virtuoso delle economie dagli obbiettivi piu&amp;#8217; coraggiosi e innovativi stempera le speranze della vigilia. Cio&amp;#8217; che conta davvero per dare un senso al vertice di Copenaghen è imprimere una svolta decisiva alle strategie in cantiere per la riduzione drastica delle micidiali emissioni inquinanti che stanno soffocando il mondo di Co2. Per rendere l&amp;#8217;idea degli enormi pericoli che incombono sull&amp;#8217;umanità, nel loro appello comune i maggiori quotidiani del mondo hanno rappresentato il nostro pianeta in attesa del pronto soccorso. Il paziente si salverà, solo grazie a un&amp;#8217;intesa globale , condivisa e di immediata attuazione sui gas serra, con tutto quello che comporta. Ma è qui che casca l&amp;#8217;asino. Ormai lo sanno anche i paracarri. Sul piatto vi sono miliardi e miliardi di dollari che fanno gola non solo per nobili motivi.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;PARADOSSI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Per chi crede che nonostante tutto sia sempre meglio mettere un fiore sulla bocca del fucile piuttosto che un colpo in canna, non mancano i motivi di rammarico. Succede cosi&amp;#8217; che nel frastuono del referendum sui minareti sia passata quasi inosservata la non meno grave vendita di armi all&amp;#8217;estero che la Svizzera ha approvato senza battere ciglio. Con quei congegni, autorizzati in nome del &amp;#8220; pecunia non olet,&amp;#8221; verranno uccise delle persone innocenti. E&amp;#8217; il paradosso del paese piu&amp;#8217; pacifico al mondo, che in nome dei propri interessi pare avere dimenticato di essere la culla della Croce Rossa. Pero' non è solo . Anche Obama, colomba elettorale per antonomasia e Nobel per la pace, sembra soffrire il suo primo vuoto di memoria. Fino a ieri paladino della &amp;#8220; exit strategy&amp;#8221; dall&amp;#8217;Afghanistan per non rivivere l&amp;#8217;incubo dell&amp;#8217;era Bush, ora non vede altra via d&amp;#8217;uscita alla crisi all&amp;#8217;infuori dell&amp;#8217;opzione militare; opzione cui affidarsi fino a quando sarà necessario per &amp;quot;finire il lavoro&amp;quot;. Parafrasando Bismarck, pare di assistere alla prosecuzione della diplomazia con altri mezzi. Il presidente assicura che il Paese non sarà vittima della sindrome del Vietnam, della guerra che si perde a Washington, nei palazzi della politica, ancora prima di essere combattuta sul campo. Ipotesi azzardata , che in passato è stata spesso smentita. Altri ragazzi potrebbero morire o tornare mutilati , senza avere stroncato il terrorismo di marca talebana. Questa &amp;#8220;ora è la guerra di Obama&amp;#8221;, come titola lo&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Stars and Stripes&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;, il giornale delle forze armate degli Stati Uniti. La guerra di Obama? Che paradosso! I sogni svaniscono, in una notte in cui la luna si è oscurata.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;MAFIA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Con le deposizioni dei pentiti bisogna andarci piano e chiedere verifiche prima di prenderle per buone. La posizione espressa da Luciano Violante raccoglie il consenso di Giancarlo Caselli, Procuratore capo di Torino. Il successore di Falcone e Borsellino, che è stato in prima linea nella lotta alla mafia e vive tuttora sotto scorta, aggiunge pero&amp;#8217; una postilla significativa. Non è normale che le rivelazioni siano credibili se riguardano Toto&amp;#8217; Riina e diventino carta straccia quando parlano di personaggi eccellenti. In questa interpretazione c&amp;#8217;è una sorta di garantismo selettivo che da solo non basta a dare una risposta rassicurante al Paese , da giorni sotto choc, incredulo e bisognoso di sapere dopo gli interrogativi sollevati dal caso Spatuzza. Certo, piu&amp;#8217; latitanti finiscono in galera, piu&amp;#8217; si incrina il muro dell&amp;#8217;omertà . Ma la cupola , quella vera, quella che prova a infliltrarsi nei gangli del potere, è un&amp;#8217;altra cosa, inafferrabile e senza volto. Per estirparla servono serie riforme . Il fenomeno, come suggerisce Caselli, si batte con l&amp;#8217;antimafia sociale e del diritto , l&amp;#8217;unica in grado di arare il terreno su cui promuovere la cultura della legalità.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;P.S.-&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Ubi maior minor cessat&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Su Ciampi e Napolitano, accolgo col massimo rispetto le osservazioni del senatore Besostri ( v. ADL del 2.12.09), che a proposito dei due inquilini del Quirinale mi attribuisce un giudizio di merito che pero&amp;#8217; non mi pare di avere pronunciato. Non ho mai pensato &amp;#8220; che il primo fosse un intransigente e il secondo un accomodante&amp;#8221; con Berlusconi. Constato soltanto che il premier, infischiandosene della sobrietà, inisiste a governare con le leggi ad personam, i lodo- scudo ed i presunti &amp;quot; legittimi impedimenti&amp;quot; che lo pongono al riparo dai processi. In quest&amp;#8217;ottica vagamente surreale, lascia stupefatti che sia Fini , seppur per svariati motivi , a fare la faccia feroce nei confronti del Cavaliere. E&amp;#8217; il vistoso controsenso su cui il Pd dovrebbe riflettere anzichè presentarsi in ordine sparso al NO B DAY, che come scrivono i suoi denigratori magari non ha cambiato la storia, ma se non altro nella sua fresca spontaneità ha proposto un altro volto dell&amp;#8217;Italia; un volto diverso, migliore. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-5343604416623635498?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/12/il-paziente-si-salvera-patto-che.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-8292167728568533528</guid><pubDate>Sun, 06 Dec 2009 17:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-06T09:31:09.926-08:00</atom:updated><title>Minareti e natale</title><description>&lt;DIV&gt;&lt;FONT size=2 face=Arial&gt; &lt;DIV&gt;&lt;FONT face=Verdana&gt;&lt;FONT size=3&gt;di&amp;nbsp;Renzo Balmelli&amp;nbsp;  &lt;HR color=#ffffff&gt; MINARETI. Quando il referendum si trasforma in uno strumento assai pericoloso  nelle mani dei demagoghi, quasi sempre succede l'irreparabile. Quando non  bastano gli appelli contro l'intolleranza e l'idiosincrasia nei confronti della  dignità umana per frenare gli istinti meno nobili, la civile convivenza si  carica di minacce. Questo succede. Succede che la Svizzera, dopo il drammatico  voto contro i minareti, si risvegli da un incubo e si ritrovi confrontata ad una  seria situazione di conflitto che mette in agitazione l'intera comunità  internazionale. Per molti versi l'iniziativa recupera l'eredità infamante di  Schwarzenbach, l'editore zurighese che odiava i meridionali, e cio' la rende  ancor piu' infida. Al di la dell'oggetto del contendere, il responso delle urne  rimette in discussione anni di sforzi per affermare il primato dei diritti  dell'uomo su qualsiasi forma di prevaricazione. L'Europa adesso teme il contagio  del verdetto elettorale che potrebbe estendersi a chiazza d'olio e assumere  sempre piu' i tratti del conflitto sui valori declinati in chiave religiosa o  etnica. Che il rischio esista si evince d'altronde dalla sconsiderata esultanza  della Lega. Il plauso forsennato di Calderoli e Castelli, usciti allo scoperto  con un linguaggio da " lumbard " alla prima crociata ( campanili si, minareti  no, subito il referendum e la croce nella bandiera italiana ) non è certo di  buon auspicio. Negli settanta, per sventare i rigurgiti fascistoidi degli  estremisti, scesero in campo intellettuali del calibro di Max Frisch ( Cercavamo  braccia, sono arrivati uomini) e politici di vaglia come Ezio Canonica, anima  del sindacato, del socialismo e del Cooperativo. Oggi, mancando la passione che  invoglia a buttare il cuore nel fuoco della battaglia, le destra xenofoba, forte  del sostegno che le arriva dalle forze piu' becere attive nel continente, esulta  e promette nuove " guerre sante" di retroguardia. La brutale schematizzazione  della sua ricetta populista ha ripreso a spadroneggiare ed a contaminare le  coscienze che non sanno o non vogliono piu' distinguere il grano dal moglio. Il  ribollire di ignobili pulsioni punta a un solo, indiscriminato e perverso  obbiettivo: colpire il capro espiatorio . Oggi sono i mussulmani, un tempo  furono gli ebrei. Molti preferirono voltare la faccia dall'altra parte. Quel  "si" ingiustificato, , emotivo e irrazionale, quel "si" che appaga i nemici  dell'Illuminismo, deve fare riflettere anche quanti ritengono che l'esortazione  al dialogo e al pluralismo basti a fronteggiare le derive xenofobe. Dopotutto si  è visto quanto sia pagante rimestare nel calderone dei risentimenti: da un lato  la diffidenza verso l'Islam, nero, velato e minaccioso come l'immagine dei  manifesti, dall'altro la crescente ostilità nei confronti del mondo che cambia e  non risprmia il baluardo elvetico del segreto bancario.L 'UDC di Blocher ha  saputo intercettare e cavalcare con molta scaltrezza la paura e la reazione di  rabbia e orgoglio che rischia di nuocere gravemente alla reputazione di paese  aperto e tollerante di cui gode la Confederazione elvetica. Per frenare l'insana  tendenza , che come si paventa potrebbe infettare altre nazioni, occorrono  invece pragmatiche politiche pubbliche capaci di produrre insieme coesione,  sicurezza e libertà. Sotto questo profilo la Svizzera è chiamata ora a fornire  una risposta rassicurante, all'altezza della sua fama. Serve molta pazienza e un  intenso lavorio diplomatico per recuperare l' immagine di Elvezia agli occhi del  mondo e per ricucire lo strappo che sconvolge le regole dell'ordinamento  sociale. Un problema che con ogni probabilità non sarà facile risolvere.  &lt;HR color=#ffffff&gt; NATALE. Si consuma tra vischiose vessazioni contro gli immigrati, l'operazione "  White Christmas", feroce prova di intolleranza che oscura " l'astro del ciel".  Anche il ministro Maroni ha inteso esternare il suo compiacimento ai leghisti di  Coccaglio, comune del Bresciano, per il loro modo "originale" di interpretare il  rito dell'Avvento in nome "della fratellanza tra gli uomini". Fortuna vuole che  il corpo sano dell'Italia, ossia la stragrande maggioranza, non sia disposto a  condividere le vergognose iniziative a sfondo xenofobo. Sulle ronde, altro  motivo di scandalo, la maggioranza incassa una cocente smentita. Le richieste si  contano sulle dita di una mano, in evidente controtendenza rispetto  all'emergenza delinquenziale che qualcuno si compiace di diffondere. Da parte  sua il governo tace e trova meno disdicevole inviare il premier a elogiare il  bielorusso Lukaschenko che l'occidente considera " l'ultimo dittatore d'Europa".   &lt;HR color=#ffffff&gt; EDITTO. Giorni fa, quando la ZDF, la seconda emittente pubblica tedesca, è  finita nel mirino del potere politico, in Germania chissà perché hanno pensato a  Berlusconi. E Roland Koch, il presidente democristiano dell'Assia che non  gradisce i giornalisti scomodi, è stato ribattezzato "Silvio Koch". E' la  classica storia della destra che cerca di influenzare le scelte editoriali della  tv pubblica e fa fuori chi non si allinea. La vittima dell'editto bulgaro alla  tedesca é Nikolaus Brender, direttore del Telegiornale, che appartiene, guarda  caso, all'area socialdemocratica. L'Enzo Biagi germanico si è fatto un nome per  la sua indiscussa professionalità e la tenacia con cui ha difeso l'autonomia  della testata da qualsiasi ingerenza ad opera degli emuli renani del Cavaliere.  Nell'ottica italiana il paragone fa male in quanto serviva proprio questa  vicenda per fare luce sulla pessima fama di cui gode l'uomo che risiede a  Palazzo Chigi.  &lt;HR color=#ffffff&gt; TRITACARNE. Comunisti, magistrati, la sinistra, Repubblica, L'Avvenire,  Ballaro', Santoro, Rai3, Fazio, la Dandini, i sindacati, i liberal, il  Parlamento, i finiani, il Quirinale, la borghesia , l'ex moglie , alcuni settori  della Chiesa , i " coglioni" che non la pensano come lui e pure noi dell'AdL.  Sono un bel gruppo i "nemici" che Berlusconi si inventa ogni giorno per eludere  le domande piu' insidiose. Ma siccome l'elenco non gli sembrava lungo  abbastanza, ha pensato di aggiungere anche coloro che scrivono libri e  sceneggiati sulla mafia. Bontà sua, se gli capitassero a tiro giura che vorrebbe  strozzarli. Ma che carino. A scatenare l'ira funesta del premier, che vive ormai  tra le carte giudiziarie, sono state alcune insinuazioni su un avviso di  garanzia in arrivo dalla Sicilia. Pero' piu' che dai nemici, Silvio farebbe bene  a guardarsi dagli amici. Sono stati infatti i quotidiani di famiglia o  imparentati a divulgare per primi le indigeste rivelazioni, non si è capito bene  con quale criptico intento. Il capo del governo è comunque in buona compagnia.  Anche Alessandra Mussolini è finita nel tritacarne della "stampa alleata" per un  video hard di cui non esiste prova alcuna. Eppure la nipotina del Duce dovrebbe  saperlo meglio degli altri e fare tesoro della lezione di nonno Benito: datemi  una citazione e vi distruggo un uomo. O una donna!&lt;/FONT&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;FONT size=2 face=Arial&gt;&lt;/FONT&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt;&lt;/FONT&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-8292167728568533528?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/12/minareti-e-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-4829000363649573807</guid><pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-27T06:42:53.664-08:00</atom:updated><title>RESISTERE</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RESISTERE.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt; &lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Come l&amp;#8217;uomo del monte di una nota pubblicità, anche il sultano di Arcore si degnerà di scendere dalla collina per spiegare al &amp;#8220;popolo&amp;#8221; la sua riforma della giustizia, meglio nota come decreto sfascia-processi. Ormai l&amp;#8217;urgenza di chiudere la partita giudiziaria per rendersi immune dalla legge è l&amp;#8217;ossessione permanente del premier. Ne consegue un vistoso imbarbarimento dell&amp;#8217;azione politica che porta a un vero e proprio degrado dei valori collettivi. Di questi sentimenti si è fatto interprete Carlo Azeglio Ciampi con un&amp;#8217;intervista a Repubblica da cui emerge la sua amarezza per i colpi di piccone inferti ai punti cardini del vivere civile. E mai come in questa occasione il presidente emerito è stato tanto esplicito nell&amp;#8217;indicare in Berlusconi e la sua maggioranza i responsabili dello sfascio istituzionale. Prova ne sia che nel cestino del generale marasma è finita mestamente anche l&amp;#8217; elezione di D&amp;#8217;Alema alla guida della diplomazia europea, una delle pagine meno gloriose per l&amp;#8217;Italia e il suo prestigio di paese fondatore. In questo &amp;#8220;paesaggio in decomposizione&amp;#8221; , come lo definisce Ciampi , è di importanza capitale dire basta alle leggi ad personam che non risolvono i problemi della gente e non aiutano la nazione a migliorare. Ma come? Oggi, dice l&amp;#8217;ex capo dello Stato, l'unica regola da rispettare è quella del &amp;quot;quantum potes&amp;quot;: fai ciò che puoi. Detto altrimenti: &amp;#8220;resisti&amp;#8221;. In ballo c'è la buona democrazia, quanto basta per non mollare. Ciampi, che nel suo settennato si è opposto piu&amp;#8217; volte alle spallate del Cavaliere, non nomina Napolitano, ma il riferimento al Colle sembra implicito.&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;B&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;EVITA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Il parere é unanime e bipartisan. L&amp;#8217; Obama capace di risvegliare l&amp;#8217;America dal suo torpore avrebbe dovuto farlo subito il pellegrinaggio a Hiroshima e Nagaski, sui luoghi dell&amp;#8217;olocausto nucleare. Sarebbe stato un acuto di straordinaria valenza a coronamento della sua missione in Asia. Un po&amp;#8217; come il celeberrimo e travolgente &amp;#8220; Ich bin ein Berliner&amp;#8221; di Kennedy. Ci tornerà, ma l&amp;#8217;effetto non sarà piu&amp;#8217; lo stesso. Quando la diplomazia si trasforma in eccessiva cautela, rischia di scivolare nella banale quotidianità del potere. Se invece l&amp;#8217;impegno conclamato è di dare vitalità e slancio a chi lo ascolta, il presidente non puo&amp;#8217; accontentarsi della routine. I consensi in calo, il dossier della sanità ancora in forse e il ritorno in grande spolvero di Sarah Palin, che sbanca il botteghino col suo libro di memorie inclemente con l'inquilino della Casa Bianca, sono la spia di un qualcosa che non va per il verso giusto. Certo, la leadership di Obama è solida. Se le elezioni si tenessero oggi, l&amp;#8217;ex numero due del ticket repubblicano perderebbe di nuovo. Ma tre anni in politica sono un&amp;#8217;eternità e la signora dell&amp;#8217;Alaska potrebbe avvalersene per rincuorare l&amp;#8217;America conservatrice, rurale e bigotta che vede in lei la versione light di Evita Peron.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;BON TON.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Tremonti e Brunetta che minacciano di prendersi a calci nel sedere: normale dialettica interna , secondo il premier. Di ben altro registro i giudizi scandalizzati e iprocriti del governo sull &amp;#8216;imitazione di Cambronne fatta da Fini. Eppure il ruvido affondo non era una rissa. Toccava pero&amp;#8217; il nervo scoperto dei diritti umani e della pari dignità tra le persone. Roba da comunisti per i &amp;#8220; profeti&amp;#8221; delle ronde. Aveva dunque un senso , e che senso, il provocatorio richiamo del presidente di Montecitorio, nel preciso istante in cui tra l&amp;#8217;indifferenza della maggioranza si consuma la vergogna di Coccaglio, il comune leghista del Bresciano diventato simbolo di esclusione, che prepara il &amp;#8220; White Christmas&amp;#8221;, il &amp;#8220; bianco&amp;#8221; Natale , cacciando gli immigrati di colore. Sono episodi che ripugnano le coscienze e infangano l&amp;#8217;immagine dell&amp;#8217;Italia. Essi ci dicono altresi quanto sia arduo amalgamare equilibri e identità multietniche e multiculturali che riescano a fare coincidere le linee della convivenza con quelle del cuore. All&amp;#8217;uopo occorrono i contenitori adatti per miscelare bene un prodotto dagli ingredienti sempre nuovi e per qualcuno anche molto indigesti. Ma vivaddio, schierarsi con i piu&amp;#8217; deboli val bene uno &amp;#8220;stronzo&amp;#8221;, alla faccia del&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;bon ton&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DIALETTO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Quando la Lega propugna l&amp;#8217;adozione del dialetto al festival di San Remo, è ovvio che non ri riferisce al romanesco. Fin troppo scoperto appare il tentativo di occupare con lo stratagemma delle canzoni in meneghino una fascia di territorio che vista la sua ampia diffusione mediatica puo&amp;#8217; rivelarsi un eccellente serbatoio di consensi . Ma non è cosi che funziona. Certo, attorno al dialetto si costruiscono e consolidano identità socio-culturale di grande spessore. Ma farne un uso strumentale, cedendo al peccato originale dei calcoli elettorali, significa svilirne il significato. Oltretutto l&amp;#8217;iniziativa è fasulla anche dal punto di vista musicale. Dagli stornelli trasteverini alle ballate della &amp;#8220;mala&amp;#8221;, dalle struggenti liriche siciliane alle canzoni napoletane, da Gaber a Jannacci, da Milva e De Andrè, il dialetto ha tenuto a battesimo alcuni tra i maggiori successi discografici famosi nel mondo intero. Ed è stata la genialità di compositori e cantautori, liberi da qualsiasi costrizione, a farne piccole, grandi gemme del made in Italy. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-4829000363649573807?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/11/resistere.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-3696036702603674740</guid><pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-20T02:39:13.539-08:00</atom:updated><title>Retromarce di civiltà</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;La magra messe di risultati della FAO a Roma e la decisione di declassare il prossimo summit di Copenaghen sull&amp;#8217;ambiente per mancanza di tempo, ci appaiono brutali retromarcia di civiltà&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;I&gt;&lt;/I&gt;&lt;BR&gt; &lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;REALPOLITIK&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;All&amp;#8217;infuori della fame, dei diritti umani e l&amp;#8217;ambiente, tre temi universali strettamente connessi, nel terzo millennio non dovrebbero sussistere altre ragioni per armarsi e partire in guerra. Armarsi di buona volontà, s&amp;#8217;intende, per una guerra pacifica. Gli altri moventi sono grandi idiozie al servizio della vanità e della smania di potere. Purtroppo sono quest&amp;#8217;ultimi a prevalere. Quanto siano fragili i fronti e le risorse lo ha evidenziato d'altro canto il vertice della FAO che ha proposto un orizzonte desolante fitto di impegni generici, ma povero di mezzi per frenare il flagello della fame. Attorno a noi c&amp;#8217;è un pianeta che soffre e urla per la denutrizione e dove per la prima volta il numero delle persone senza cibo ha superato il miliardo. Obama, presidente di buone letture , non ha atteso i corsi e ricorsi storici per provare a rifondare gli equilibri globali su cui si sta giocando il futuro del mondo. L&amp;#8217;azione ha pero&amp;#8217; i suoi limiti. Ci sono tributi da pagare agli interessi interni e alla ferrea legge della Realpolitik dai quali neanche Cina e Stati Uniti, i due colossi intenzionati a escludere dalle loro relazioni lo scenario della contrapposizione tra superpotenze, riescono a smarcarsi con profitto. Sui diritti umani, che non figurano in nessuna agenda dell&amp;#8217;Impero di Mezzo, si evitano prese di posizione troppo nette che possano creare tensioni. Quanto alla decisione di declassare il prossimo summit di Copenaghen sull&amp;#8217;ambiente per mancanza di tempo, invero un pretesto difficile da accettare, è una retromarcia brutale che raffredda le speranze di chi confidava in una svolta salvifica.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;INDIGNAZIONE.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Poveretto: chissà se lontano dal comodo lettone di Putin, mentre sproloquiava di complotti e alleati emuli di Bruto, qualcuno ha detto al premier che l&amp;#8217;Italia non inizia ne finisce con i suoi guai. E che esistono cose piu&amp;#8217; importanti di cui occuparsi. Ormai le sue notti il Cavaliere le trascorre con avvocati ed esperti di finanza per trovare il modo di sfilarsi dai processi. Assorbito dalla sua ossessione, gli resta davvero poco tempo per governare, tanto che il suo silenzio sui veri problemi del paese sta diventando imbarazzante. Quanto al gelo che corre nei rapporti pressoché inesistenti tra Palazzo Chigi e il Colle a causa del corto circuito politica-giustizia, è un&amp;#8217;anomalia che la dice lunga sullo &amp;#8220; stato di eccezione&amp;#8221; in cui versa la democrazia da quando spadroneggia la destra. Secondo Roberto Saviano, uno che se ne intende, il cosidetto &amp;#8220; processo breve&amp;#8221; , un ddl non aggiustabile, accentua il rischio che il diritto possa distruggersi diventando uno strumento solo per i potenti. D&amp;#8217;altronde anche la rabbia della Finocchiaro, che ha lanciato il testo contro il muro , rifletteva un diffuso e condivisibile sentimento di indignazione per l&amp;#8217;ennesimo &amp;#8220; golpe&amp;#8221; strisciante contro la giustizia.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SANTO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Nasce il nuovo soggetto politico di Rutelli e le gerarchie ecclesiastiche sognano a occhi aperti. C&amp;#8217;è sempre la Dc nel loro cuore e chissà che non sia la volta buona per la rinascita di un sistema consociativo che nei tempi di maggior splendore dalle sacrestie arrivava fino ai vertici dello Stato. Se la benedizione non è ancora solenne, l&amp;#8217;apprezzamento rivolto all&amp;#8217;Allenza per l&amp;#8217;Italia ( attenti a evitare confusioni con l&amp;#8217;altra Alleanza) è piu&amp;#8217; che tangibile. Ormai tra la Curia e Arcore il calore di una volta si è spento. Troppe festicciole fanno male al decoro. Oltretevere, dove si ragiona sul lungo termine, la strategia parte dal presupposto che il dopo-Berlusconi sia già iniziato. In alternativa, nel calendario mondano del Vaticano, serve una nuova classe dirigente cattolica per costruire un partito del 15 percento. In quest&amp;#8217;ordine di idee , gli esperti della Curia mostrano di apprezzare il movimento dell&amp;#8217;ex sindaco di Roma che ha l&amp;#8217;ambizione di intercettare i moderati. A tal proposito non poteva trovare conclusione piu&amp;#8217; indovinata il columnist dell&amp;#8217; Espresso: centro santo, subito! &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DERIVA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Il Cavaliere è un asso nell&amp;#8217;aggiustare i sondaggi. Cio&amp;#8217; non di meno, da qualche settimana per la maggioranza i rilevamenti sono un po&amp;#8217; come la canzone di Celentano, in cui il treno al contrario dei desideri va. La fiducia nel governo è in calo, PdL e premier marciano sul posto e nella coalizione si respira un clima da resa dei conti che l&amp;#8217;affondo calcolato di Renato Schifani a proposito di elezioni anticipate ha reso ancor piu&amp;#8217; esplicito. Probabilmente è ancora presto per considerare il discorso del presidente del Senato come un &amp;quot;certificato di morte&amp;quot; dell&amp;#8217;esecutivo. Ma le reazioni scomposte di Berlusconi equivalgono a dire che la destra ha grossi problemi nel rispettare il patto con gli elettori. Ormai il Cavaliere non governa piu' e mena soltanto fendenti contro gli avversari e quella parte di alleati che si dimostranto sempre piu' insofferenti al ricatto del pensiero unico. Nell&amp;#8217;autocrazia del sultano, plebiscitaria e illiberale, si cristallizza il male incurabile che affligge questa coalizione, fatalmente ingabbiata nella macelleria costituzionale delle &amp;#8220; ghedinate&amp;#8221; e dei Lodi su misura. In queste condizioni nocive per il paese, è diffficile dire come si concluderà l&amp;#8217;ennesima sceneggiata politica inflitta all&amp;#8217;Italia dagli attori di un perverso intreccio di interessi ad personam. Giuliano Ferrara, l&amp;#8217;esegeta piu&amp;#8217; fine di Silvio, si è chiesto se il berlusconismo non abbia un futuro alle sue spalle. Ammesso e non concesso che abbia mai avuto davvero un serio progetto innovativo, lo stillicidio di questi ultimi giorni, consumato nell&amp;#8217;atmosfera morbosa e febbricitante quasi da fine impero, sembra escludere l&amp;#8217;efficacia di un altro &amp;#8220; predellino&amp;#8221; per invertire la deriva del modello di Arcore. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-3696036702603674740?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/11/retromarce-di-civilta_20.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-6818588380179012202</guid><pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-20T01:19:07.531-08:00</atom:updated><title>Retromarce di civiltà</title><description>&lt;DIV&gt;&lt;FONT size=2 face=Verdana&gt;&lt;/FONT&gt;&amp;nbsp;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;FONT face=Verdana&gt;La magra messe di risultati della FAO a Roma e la  decisione di declassare il prossimo summit di Copenaghen sull'ambiente per  mancanza di tempo,&amp;nbsp;ci appaiono brutali retromarcia&amp;nbsp;di civiltà&lt;BR&gt; &lt;HR color=#ffffff&gt; di&amp;nbsp;Renzo Balmelli&amp;nbsp;  &lt;HR color=#ffffff&gt; REALPOLITIK. All'infuori della fame, dei diritti umani e l'ambiente, tre temi  universali strettamente connessi, nel terzo millennio non dovrebbero sussistere  altre ragioni per armarsi e partire in guerra. Armarsi di buona volontà,  s'intende, per una guerra pacifica. Gli altri moventi sono grandi idiozie al  servizio della vanità e della smania di potere. Purtroppo sono quest'ultimi a  prevalere. Quanto siano fragili i fronti e le risorse lo ha evidenziato d'altro  canto il vertice della FAO che ha proposto un orizzonte desolante fitto di  impegni generici, ma povero di mezzi per frenare il flagello della fame. Attorno  a noi c'è un pianeta che soffre e urla per la denutrizione e dove per la prima  volta il numero delle persone senza cibo ha superato il miliardo. Obama,  presidente di buone letture , non ha atteso i corsi e ricorsi storici per  provare a rifondare gli equilibri globali su cui si sta giocando il futuro del  mondo. L'azione ha pero' i suoi limiti. Ci sono tributi da pagare agli interessi  interni e alla ferrea legge della Realpolitik dai quali neanche Cina e Stati  Uniti, i due colossi intenzionati a escludere dalle loro relazioni lo scenario  della contrapposizione tra superpotenze, riescono a smarcarsi con profitto. Sui  diritti umani, che non figurano in nessuna agenda dell'Impero di Mezzo, si  evitano prese di posizione troppo nette che possano creare tensioni. Quanto alla  decisione di declassare il prossimo summit di Copenaghen sull'ambiente per  mancanza di tempo, invero un pretesto difficile da accettare, è una retromarcia  brutale che raffredda le speranze di chi confidava in una svolta salvifica.&lt;BR&gt; &lt;HR color=#ffffff&gt; INDIGNAZIONE. Poveretto: chissà se lontano dal comodo lettone di Putin, mentre  sproloquiava di complotti e alleati emuli di Bruto, qualcuno ha detto al premier  che l'Italia non inizia ne finisce con i suoi guai. E che esistono cose piu'  importanti di cui occuparsi. Ormai le sue notti il Cavaliere le trascorre con  avvocati ed esperti di finanza per trovare il modo di sfilarsi dai processi.  Assorbito dalla sua ossessione, gli resta davvero poco tempo per governare,  tanto che il suo silenzio sui veri problemi del paese sta diventando  imbarazzante. Quanto al gelo che corre nei rapporti pressoché inesistenti tra  Palazzo Chigi e il Colle a causa del corto circuito politica-giustizia, è  un'anomalia che la dice lunga sullo " stato di eccezione" in cui versa la  democrazia da quando spadroneggia la destra. Secondo Roberto Saviano, uno che se  ne intende, il cosidetto " processo breve" , un ddl non aggiustabile, accentua  il rischio che il diritto possa distruggersi diventando uno strumento solo per i  potenti. D'altronde anche la rabbia della Finocchiaro, che ha lanciato il testo  contro il muro , rifletteva un diffuso e condivisibile sentimento di  indignazione per l'ennesimo " golpe" strisciante contro la giustizia.&lt;BR&gt; &lt;HR color=#ffffff&gt; SANTO. Nasce il nuovo soggetto politico di Rutelli e le gerarchie ecclesiastiche  sognano a occhi aperti. C'è sempre la Dc nel loro cuore e chissà che non sia la  volta buona per la rinascita di un sistema consociativo che nei tempi di maggior  splendore dalle sacrestie arrivava fino ai vertici dello Stato. Se la  benedizione non è ancora solenne, l'apprezzamento rivolto all'Allenza per  l'Italia ( attenti a evitare confusioni con l'altra Alleanza) è piu' che  tangibile. Ormai tra la Curia e Arcore il calore di una volta si è spento.  Troppe festicciole fanno male al decoro. Oltretevere, dove si ragiona sul lungo  termine, la strategia parte dal presupposto che il dopo-Berlusconi sia già  iniziato. In alternativa, nel calendario mondano del Vaticano, serve una nuova  classe dirigente cattolica per costruire un partito del 15 percento. In  quest'ordine di idee , gli esperti della Curia mostrano di apprezzare il  movimento dell'ex sindaco di Roma che ha l'ambizione di intercettare i moderati.  A tal proposito non poteva trovare conclusione piu' indovinata il columnist  dell' Espresso: centro santo, subito!  &lt;HR color=#ffffff&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/DIV&gt; &lt;DIV&gt;&lt;FONT face=Verdana&gt;DERIVA. Il Cavaliere è un asso nell'aggiustare i  sondaggi. Cio' non di meno, da qualche settimana per la maggioranza i  rilevamenti sono un po' come la canzone di Celentano, in cui il treno al  contrario dei desideri va. La fiducia nel governo è in calo, PdL e premier  marciano sul posto e nella coalizione si respira un clima da resa dei conti che  l'affondo calcolato di Renato Schifani a proposito di elezioni anticipate ha  reso ancor piu' esplicito. Probabilmente è ancora presto per considerare il  discorso del presidente del Senato come un "certificato di morte"  dell'esecutivo. Ma le reazioni scomposte di Berlusconi equivalgono a dire che la  destra ha grossi problemi nel rispettare il patto con gli elettori. Ormai il  Cavaliere non governa piu' e mena soltanto fendenti contro gli avversari e  quella parte di alleati che si dimostranto sempre piu' insofferenti al ricatto  del pensiero unico. Nell'autocrazia del sultano, plebiscitaria e illiberale, si  cristallizza il male incurabile che affligge questa coalizione, fatalmente  ingabbiata nella macelleria costituzionale delle " ghedinate" e dei Lodi su  misura. In queste condizioni nocive per il paese, è diffficile dire come si  concluderà l'ennesima sceneggiata politica inflitta all'Italia dagli attori di  un perverso intreccio di interessi ad personam. Giuliano Ferrara, l'esegeta piu'  fine di Silvio, si è chiesto se il berlusconismo non abbia un futuro alle sue  spalle. Ammesso e non concesso che abbia mai avuto davvero un serio progetto  innovativo, lo stillicidio di questi ultimi giorni, consumato nell'atmosfera  morbosa e febbricitante quasi da fine impero, sembra escludere l'efficacia di un  altro " predellino" per invertire la deriva del modello di  Arcore.&lt;/FONT&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-6818588380179012202?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/11/retromarce-di-civilta.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-8322172854408083087</guid><pubDate>Thu, 12 Nov 2009 12:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-12T04:28:16.779-08:00</atom:updated><title>Dalla tv del nemico piove "fuoco amico"</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;È iniziata una piccante &amp;#8220;querelle&amp;#8221; autunnale che mette spietatatamene a nudo le magagne, le divisioni , le insolvenze e le tentazioni autoritarie di questo governo.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;I&gt;&lt;/I&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;QUERELLE&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Da quando ha fatto pelo e contropelo al PdL, paragonato a una caserma, Fini è diventato agli occhi della maggioranza un individuo sospetto, da sorvegliare a vista. Già si era posto in pessima luce con il precedente, severo affondo su Berlusconi &amp;#8220; che confonde la leadership con la monarchia&amp;#8221;. Ma il peggio doveva ancora venire. Dopo il duplice fendente il presidente di Montecitorio ha subito la sorte riservata agli infedeli. Di colpo è finito diritto, diritto nel tritacarne del Giornale, la testata di famiglia che annienta gli avversari scavando nella spazzatura come un topo famelico. Che dire poi dell'altro peccato mortale da girone dantesco. Figuratevi che per dialogare con gli spettatori l'ingrato fellone non è andato da Vespa, conduttore di &amp;quot;Porta a porta&amp;quot;, il salotto televisivo definito ironicamente &amp;quot;terza Camera&amp;quot;. No, Fini ha scelto nientemeno che lo studio di Fazio su Rai3, la rete che per i berlusconiani è un &amp;quot;famigerato covo di sabotatori rossi&amp;quot;. Tanto che provano in tutti i modi a metterla sotto tutela. Ve la immaginate la scena, il fuoco amico nella casa del nemico. Una provocazione intollerabile. Uno scandalo ! Ce n&amp;#8217;è quanto basta per terrorizzare il povero Bondi che già immagina l&amp;#8217;ex leader di AN nelle vesti di una subdola quinta colonna infeudata al complottto comunista. Nei fatti, come ognuno puo' d'altronde facilmente intuire, Fini non è diventato di colpo il &amp;#8220; compagno&amp;#8221; Gianfranco, ne mai lo diventerà. La destra è nel suo dna politico come una seconda pelle. Il doppiopetto lo indossa ancora, ma la differenza è che adesso porta l'abito del rigoroso avvocato delle istituzioni, un patrimonio di tutti, garante della democrazia , che non deve prestarsi a essere lo strumento per sordidi giuochi di potere. Ci sono insomma gli ingredienti per una piccante &amp;#8220;querelle&amp;#8221; autunnale che sta mettendo spietatatamene a nudo le magagne, le divisioni , le insolvenze e le tentazioni autoritarie di questo governo.&lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;LEGGINA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Se occorreva una prova della scarsa considerazione in cui Berlusconi tiene il Parlamento , eccola servita a giro di posta. Alla camera è pronta da tempo la leggina perfetta, come la vorrebbe il premier, per chiudere definitivamente i suoi processi. Ma il Cavaliere non si accontenta dei provvedimenti ad personam. Vuole molto di piu. Vuole tutto, dimentico che l'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re. Per aggirare la giustizia e scavalcare i magistrati nei casi Mills e Mediaset che lo vedono in gravi difficoltà, il signore di Arcore ha in mente un piano tanto audace quanto scaltro che lo metta al sicuro sul fronte giudiziario con la complicità ubbidiente e incondizionata degli alleati. Il braccio di ferro calza alla perfezione per il capo del governo che attraverso la via della prescrizione potrebbe cosi' farsi nuovamente beffe della legge, esercitando pressioni indebite e ultimatum scandalosi sugli eletti del suo partito. Che Berlusconi non avesse digerito lo smacco per la bocciatura del lodo Alfano si sapeva. Ma che forzasse a tal punto la mano delle istituzioni per salvare unicamente i suoi interessi , risponde a una strategia di potere che va oltre ogni immaginazione e sotto la quale Fini assicura che non metterà mai la firma. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;STECCA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Non è ancora disincanto, ma quella mezza stecca in Virginia e nel New Jersey, passati ai repubblicani dopo una lunga supremazia democratica, proprio non ci voleva. Nel momento in cui il consenso mostrava qualche falla, il rovescio delle urne è stata la strenna meno gradita da Obama per il suo primo anno alla Casa Bianca. Ad addolcire la pillola ha contribuito per fortuna lo storico voto della Camera favorevole alla riforma sanitaria fortemente voluta dal presidente. Il suo piu' ambizioso cantiere rimane aperto e se il Senato mostrerà lo stesso coraggio, il leader democratico potrà finalmente incassare il successo di cui ha urgente bisogno per ritrovare la poesia del &amp;quot; Yes we can&amp;quot; con la quale seppe ridare fiducia all&amp;#8217;America prostrata dalla morosità dei repubblicani. Il voto alla Camera è stata una vitale vittoria per Obama che rimane ancora popolarissimo fra la gente, ma che in pari tempo deve vedersela con una congiuntura internazionale piena di insidie. A Kabul, cartina di tornasole della rinnovata diplomazia statunitense, le cose vanno di male in peggio e il sospetto annullamento del ballottaggio, che ha smontato il prestigio di Karzai rendendolo un alleato inaffidabile , ha segnato l&amp;#8217;aborto e non piu&amp;#8217; la nascita della democrazia afghana , com&amp;#8217;era invece negli auspici di Washington. Con la politica che corre ormai a perdifiato e muta aspetto ogni giorno, una controsterzata sui fronti che minacciano l'incolumità del pianeta è piu' che mai urgente per recuperare consensi e fiducia. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;BREVE -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; E' durato cento anni, esattamente come gli altri, ma il novecento sarà ricordato come il secolo breve. Se ne colloca l'inizio nel 1914, con lo scoppio della prima guerra mondiale, e la fine il 9 novembre 1989, con la caduta del muro di Berlino. In mezzo abbiamo un compendio del genio e della follia umana che lascia trasecolati. Siamo passati dal gas alla pila atomica, dal carroccio ai jet transatlantici. Mi ci sono stati anche un'altro conflitto, l'indicibile tragedia del nazismo, l'Olocausto, lo stalinismo, Hiroshima, Nagasaki, la cortina di ferro, la lacerazione della guerra fredda ed appunto il Muro che ventanni fa crollava sotto il peso della storia.Ventanni possono essere pochi o tanti per misurare i cambiamenti, e oggi nessuno si scandalizza piu' se il ministro degli esteri tedesco Westerwelle presenta il suo compagno alla collega americana Hillary Clinton. Ma al di la dell'aneddoto, di strada da fare ne resta ancora tanta per riuscire a sradicare definitivamente i muri che ancora resistono nelle teste e certo non aiutano a spostare i confini dell'intolleranza. &lt;/FONT&gt;&lt;/P&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;IDEE &lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Resta ancora oggi, a distanza di anni, un argomento scabroso il ruolo avuto dagli intellettuali compromessi con il nazifascismo. Tanto che la rivista &amp;quot; Studi cattolici&amp;quot;nel rilanciare la discussione prova a scandagliare lo stato d'animo di chi legge le loro opere diviso tra l'ammirazione e lo sconcerto per l'adesione ai bacati teoremi della dittatura. Da Ezra Pound, il poeta dei Cantos, a Cèline o Hamsun, la fascinazione per il capolavoro va inevitabilmente di pari passo con il lato oscuro dell'autore, con l'incomprensibile ammirazion per il Terzo Reich. Su di essi peso&amp;#8217; l&amp;#8217;accusa infamante di essere stati criminali dal punto di vista morale per avere servito col loro intelletto la barbarie nazista. Per questo furono condannati, per questo dovettero espiare. Ma il verdetto fu pronunciato in base a queli criteri? Per cio' che avevano scritto e pensato, o per cio' che avevano fatto nel raptus delle loro malsane pulsioni? Le democrazie non perseguitano le idee, colpiscono solo i reati, eppure nei confronti di coloro che sposarono la causa del dispotismo contro la libertà, non vi fu ne pietà, ne misericordia. Le idee sono dunque colpevoli? Le idee no di certo. Ma ripensando alla straordinaria lezione di Primo Levi , prevale la consapevolezza che il dovere di meditare &amp;quot; su cio' che è stato &amp;quot; rimane sempre, pur nel trascorrere del tempo , un imperativo delle coscienze che va oltre qualsiasi altra considerazione. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-8322172854408083087?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/11/dallatv-del-nemico-piove-fuoco-amico.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-7971761305660473728</guid><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-06T06:19:24.296-08:00</atom:updated><title>Il regno di Sua Scaltrezza, alla faccia della giustizia</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;&amp;quot;Tanto anche in caso di condanna da qui non mi schiodano&amp;quot;&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;I&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli  &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;MURI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Nell&amp;#8217;età moderna, il muro di Berlino è stato la fossa delle utopie. Contro quel monolite di teutonica pignoleria ideologica si sono infrante le illusioni delle generazioni post-belliche votate all&amp;#8217;edificazione di una società piu&amp;#8217; giusta, a misura d&amp;#8217;uomo. Troppe lacrime hanno bagnato il volto delle &amp;quot;madri coraggio&amp;quot; che hanno visto i figli morire inseguendo un sogno; quel sogno libertario vanificato dalla pedantesca burocrazia di un sistema capace di nulla, se non di uccidere le idee. Che peccato imperdonabile ! Il muro è caduto da ventanni e nel commemorare l&amp;#8217;anniversario corre l&amp;#8217;obbligo di riflettere sugli altri muri che affliggono l&amp;#8217;umanità. I muri della fame, della povertà, delle malattie, dell&amp;#8217;intolleranza, dell&amp;#8217;odio razziale, della prevaricazione e delle guerre sbagliate che producono paci impossibili o non le producono affatto. Il mondo ha bisogno piu&amp;#8217; che mai di glasnost e di una nuova perestrojka per non ricadere negli stessi, drammatici errori. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;VELENO.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Doti di statista non ne ha nemmeno l&amp;#8217;ombra. Ma una &amp;quot;qualità&amp;quot;, questa si ce l&amp;#8217;ha, addirittura in quantità industriale: la scaltrezza. Si, perché di Berlusconi tutto si puo&amp;#8217; dire, tranne che non sia un furbo di tre cotte, capace di annusare il vento come pochi. E allora guarda che cosa ti va a inventare il premier nel bel mezzo della crisi che non gli da tregua. Dal cilindro cava il sostegno a D&amp;#8217;Alema qualora l&amp;#8217;ex leader dei Ds si trovasse in&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;pole position&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; come &amp;quot;ministro degli esteri&amp;quot; dell&amp;#8217;UE. E&amp;#8217; una mossa alla Richelieu che con un colpo solo spariglia le carte sul tavolo della politica, priva il Pd di un&amp;#8217;arma di critica nei suo confronti e leviga l&amp;#8217;immagine che si offre al mondo in un mix di potere, sesso, bugie e videtape. Ecco perché la strategia del Cavaliere è un regalo avvelenato che puo&amp;#8217; rafforzare soltanto lui. Insomma, di questa destra fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DISCRIMINE.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;E&amp;#8217; qualunquista sostenere che centrodestra e centrosinistra si distinguono soltanto dalle abitudini in camera da letto. I primi vanno con le escort, gli altri con i trans. Qualche &amp;quot;nuance&amp;quot; invece c'è e non di poco conto. Vediamone una. Le dimissioni di Piero Marrazzo, dimissioni sofferte, complicate e tardive, pur non mitigando il degrado dei palazzi del potere, sono state un atto dovuto, imprescindibile, che va oltre il gesto politico. Sono state anche- scrive Mario Pirani - un gesto purificatorio che in qualche modo prova a rispondere allo sconforto del popolo di sinistra. Certo ,non ridimensiona la questione morale, questo no, pero&amp;#8217; andava fatto. Sull&amp;#8217;altro versante anziché riconoscere le proprie manchevolezze trovano piu&amp;#8217; comodo denigrare i magistrati diffondendo insinuazioni infamanti sul loro conto. &amp;quot;Tanto - rilancia il signore di Arcore - anche in caso di condanna da qui non mi schiodano.&amp;quot;. Lo pseudo-seduttore non cambia mai, alla faccia della giustizia. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DECENZA.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Ci ha pensato Rosy Bindi a lanciare il sasso nello stagno. &amp;quot; E&amp;#8217; da verificare - ha detto l&amp;#8217;esponente Ds insultata in diretta dal premier - quanto possa permettersi di invocare la privacy chi ha responsabilità pubbliche&amp;quot;. Di rimando sui giornali escono titoli allarmati: &amp;quot; Requiem per la vita privata. Forse non c&amp;#8217;è piu&amp;#8217;&amp;quot;. L &amp;#8217;interrogativo lascia il segno in un paese in cui gli schieramenti si danno battaglia a colpi di dossier pruriginosi, pedinamenti, servizi deviati e foto compromettenti. Dal &amp;quot; lettone di Putin&amp;quot; ai transessuali, nella confratermita dei Vip ormai si è visto di tutto, di peggio, in una sarabanda di comportamenti scomposti che sollevano seri dubbi sulla capacità di governare con la testa giusta da parte di chi è stato eletto proprio per assolvere l'oneroso impegno senza mettere a repentaglio l'integrità della carica. Dopotutto basterebbe poco, basterebbe un minimo di decenza sia in pubblico che in privato, per rendere meno pesante la devastante stagione dei sospetti. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-7971761305660473728?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/11/il-regno-di-suascaltrezza-alla-faccia.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-3544701078816821665</guid><pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-30T02:10:42.224-07:00</atom:updated><title>Garanzia</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt; &lt;BR&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Diceva Maurice Barrès che &amp;quot;il senso dell&amp;#8217;ironia è&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;una grande garanzia di libertä&amp;#8221;. Meno male che c&amp;#8217;è.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;IRONIA&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - &amp;#8220;Silvio è un grande. Oltre alle leggi, le nevicate ad personam&amp;#8221;. Bravi i blogger che con due colpi di mouse, battendo sul tempo le redazioni, hanno sventato il bluff di Berlusconi su una presunta bufera che avrebbe ritardato la sua partenza da San Pietroburgo. Come in un vaudeville, l&amp;#8217;ultima stranezza del premier, per niente ansioso di rientrare Roma dove lo attendevano brutte gatte da pelare, è finita sepolta sotto un mare di risate online. Diceva Maurice Barrès che &amp;quot;il senso dell&amp;#8217;ironia è una grande garanzia di libertä&amp;#8221;. Meno male che c&amp;#8217;è. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ACRONIMO&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Non è soltanto quella che è stata ribattezzata la guerra dell&amp;#8217;acronimo a gelare la maggioranza. Dietro l'imposta regionale sulle attività produttive ( l'acronimo IRAP appunto), ultimo oggetto del contendere tra Berlusconi e Tremonti, in realtà ribolle una sorda lotta di potere in previsione di eventuali cambi al vertice. Tra i due galli del PdL stavolta il dissenso è cosa seria in quanto ruota attorno alla carica di vicepremier, da affidare al ministro dell&amp;#8217;economia sponsorizzato dalla Lega , e che in sostanza suona come un commissariamento del Cavaliere. Forse la dirigenza &amp;#8220;padana&amp;#8221; comincia a dubitare delle capacità di Silvio di riprendere saldamente il timone della litigiosa compagnia al cui interno ormai non è piu' possibile camuffare i dissapori, gli elementi di crisi tra i suoi componenti, e il consistente raffreddamento dei consensi. Bossi, che nella coalizione tiene il pallino in mano, ha posto l&amp;#8217;altolà a qualsiasi tentativo di ridimensionare il ruolo di Tremonti e anzi rialza la posta, forte dei voti che puo' portare in dote . Il precipitoso vertice di Arcore ha evitato la rottura, ma non ha fugato i dubbi sull'affidabilità del governo , per taluni un monocolore leghista, in cui il premier chiacchiera e il Senatur comanda. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RICAMBIO&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - La politica dei veleni sta raggiungendo livelli intollerabili di barbarie. Ormai nel clima &amp;#8220; weimariano&amp;#8221; della Seconda Repubblica, il giuoco al massacro è lanciato alla grande Se lo scandalo Mastella apre nel centrodestra una grande questione morale, poco dopo arriva il caso Marrazzo a mandare in tilt il Pd nel giorno delle primarie. Strane coincidenze , che avrebbero insospettito Agatha Christie. A Roma non si governa piu&amp;#8217;, si vive di soli gossip, l&amp;#8217;unico tema che all&amp;#8217;estero tiene nel mirino il Bel Paese. Bisogna costruire un&amp;#8217;alternativa e la degradante fiducia nell&amp;#8217;esecutivo, calata di dieci punti dall&amp;#8217;inizio dell&amp;#8217;anno, dimostra che un&amp;#8217;altra Italia è possibile. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;RITORSIONI -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Roma e Berna sono ai ferri corti per lo scudo fiscale di Tremonti (l'ambasciatore italiano a Berna Giuseppe Deodato sarà convocato dalle autorità svizzere che hanno così reagito alle perquisizioni condotte in Italia da agenti della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate in 76 filiali di istituti finanziari svizzeri.,&lt;/FONT&gt;&lt;I&gt; &lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ndr&lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;). Ma dietro i toni risentiti, non si capisce con esattezza cosa concretamente si chieda. Nella concitazione andrà a finire che gli evasori milionari se la rideranno sotto i baffi, incuranti delle leggi . Il mondo è pieno di forzieri compiacenti e di società di comodo per eludere le norme. Chi invece come i frontalieri non ha trovato rifugio nei paradisi fiscali e le tasse le paga sull&amp;#8217;unghia, potrebbe diventare paradossalmente il bersaglio di ritorsioni e angherie di cui non ha colpa alcuna. Con i soldi al posto del cuore tutto puo&amp;#8217; accadere. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TEMPOREGGIATORE&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Nell&amp;#8217; Afghanistan, i margini concessi alla Casa Bianca per ridefinire la sua strategia sono sempre piu&amp;#8217; stretti. Il ballottaggio del 7 novembre accorda ancora una tregua al presidente , ma in pari tempo lo priva di un interlocutore affidabile dopo i brogli elettorali che hanno minato il prestigio di Karzai. Obama come Quinto Fabio il Temporeggiatore &amp;#8220; ( rubiamo la definizione a Paolo Valentino del Corsera) spera ancora di vincere al tavolo della diplomazia per non impantanarsi nelle paludi di un minaccioso Vientam afgano. Nel frangente puo&amp;#8217; tornargli utile la massima di Talleyrand, il quale ammoniva che &amp;#8220;la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai generali&amp;#8221;. E la pace pure. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TRAVERSATA -&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Con la formazione del nuovo governo tedesco di centrodestra si è chiuso il cerchio. Dopo le controprestazioni in Italia, Francia e Gran Bretagna, anche la SPD, gloriosa culla della sinistra europea, si trova ad affrontare una crisi da cui non si sa come e quando ce la farà a uscire. Il partito ha davanti a se una sorta di traversata del deserto, senza che si riesca a immaginare dove questa traversata potrà portare. Nella memoria collettiva rimane la potente icona di Willy Brandt che si inginocchia nel ghetto di Varsavia. Un simbolo da cui attingere la forza morale oltre che politica per ripensare la sinistra andando dove porta il cuore e non inseguendo la mera ripartizione delle poltrone in coalizioni di corto respiro che l'elettore non gradisce. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-3544701078816821665?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/10/garanzia.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-8449582046383169997</guid><pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-23T05:18:29.973-07:00</atom:updated><title>La sindrome di Sofia e i calzini turchesi </title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Ordunque, sembra proprio che la sindrome di Sofia non si decida ad abbandonare il Cavaliere, regalandoci cosi&amp;#8217; altre pagine non certo memorabili della storia contemporanea.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SINDROME.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Sarà una coincidenza, sarà il clima, sarà quel che sarà, ma l&amp;#8217;aria della Bulgaria non fa bene alle esternazioni del premier. Ricordate: prima l&amp;#8217;editto , poi le minacce ai giornali , adesso l&amp;#8217;ennesima picconata alla democrazia usata in questa circostanza per fare leva sulla giustizia e il boicotto della RAI, i temi che per lui sono diventati una vera ossessione. Ma se sgombriamo il campo dalla retorica, che cosa resta del roboante Barnum berlusconiano? Che vantaggi darà al paese? Nessuno, se non l&amp;#8217;assurda , velleitaria pretesa di autoproclamarsi &amp;#8220; buono e giusto&amp;#8221;, neanche fosse uno zar, un piccolo padre che veglia sollecito sui sudditi adoranti. A stupire pero&amp;#8217; non sono tanto le derive verso forme di consenso cieco e unanime di tipo bulgaro appunto, quanto la facilità con la quale esse vengono veicolate, digerite e metabolizzate da una maggioranza che nessun eccesso riesce a scuotere dalla propria cecità. Eppure la strumentalizzazione era ed è palese. La riforma della giustizia, contrabbandata come &amp;#8220; rivoluzione liberale&amp;#8221;, è con ogni evidenza un&amp;#8217;anomalia che ha fatto dell&amp;#8217;Italia anche il paese con il piu&amp;#8217; ampio movimento che si batte per la libertà di stampa, all&amp;#8217;infuori dell&amp;#8217;ex Unione sovietica. Ma fino a quando, come nei contratti, non si leggeranno le parole in piccolo a piè di pagina, fino a quando passeranno inosservate le cose non dette, le lacune , le omissioni piu' gravi che alterano il senso del messaggio, parecchie sono le probabilità di cadere nell'imbroglio. Invece - ecco la manipolazione - nelle parole in libertà pronunciate in una delle capitali piu&amp;#8217; antiche d&amp;#8217;Europa e rilanciate da decine di microfoni è insito un esplicito avvertimento alla nazione che dovrebbe fare riflettere e mobilitare gli spiriti liberi: vi voglio tutti in riga! Per il Cavaliere, che non si rassegna alla sconfitta del Lodo Alfano e cerca un altro scudo dietro cui ripararsi, è il momento di spingere sull'acceleratore del suo chiodo fisso: cambiare la Carta a ogni costo, anche a colpi di maggioranza, in modo da farla collimare sempre con i suoi interessi. Dal &amp;#8220;ghe pensi mi&amp;#8221;, che ormai è diventato il suo motto preferito, trapela una visione distorta della democrazia che preannuncia tempi difficili, se non addirittura molto tristi. Con buona pace di tutti coloro che in patria e all&amp;#8217;estero debbono subire quotidianamente battute e battutacce sull&amp;#8217;Italia e il governo.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;SCHERZO?&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - SI, MA. Doveva essere una burla, ma viste le reazioni non ne siamo piu&amp;#8217; tanto sicuri. Dunque le cose sono andate cosi&amp;#8217;: per una scommessa con gli amici un signore attivo nel campo dei media ha lanciato su internet una petizione a favore di &amp;#8220; Silvio santo subito&amp;#8221;. Voleva verificare quanti avrebbero abboccato. La motivazione, inventata di sana pianta, era una vera chicca: dentro c'erano tutte le fisime del binomio Lega/PdL, l&amp;#8217;anticomunismo, il pericolo rosso , la minaccia islamica , i magistrati stalinisti, l&amp;#8217;omofobia e chi piu&amp;#8217; ne ha piu&amp;#8217; ne metta. &amp;#8220;Silvio - si leggeva nel testo - è stato il nostro salvatore e merita piu&amp;#8217; di chiunque altro italiano negli ultimi secoli di storia una beatificazione ufficiale da parte della nostra Santa Madre Chiesa&amp;#8221;. Senonché cio&amp;#8217; che aveva il sapore di uno scherzo in stile goliardico è andato oltre ogni immaginazione. Prima che l&amp;#8217;inghippo venisse svelato, nel giro di poche ore all&amp;#8217;iniziativa avevano aderito in 30 mila pronti a mettere mano al portafoglio per promuovere la causa. Tra i sottoscrittori c&amp;#8217;erano avvocati, professionisti, semplici cittadini, tutti animati dall&amp;#8217;identico zelo, dall&amp;#8217;identico fervore. E molti altri erano in lista d&amp;#8217;attesa. Tutto finto, dunque? Mica tanto, visto il successo dell&amp;#8217;operazione &amp;#8220;Silvio santo subito&amp;#8221;. Quando si parla di quest&amp;#8217;uomo non c&amp;#8217;è limite alla credulità, che a volte sconfina nell&amp;#8217;idolatria e nel culto della personalità. Alla resa dei conti la provocazione ha dunque finito con l&amp;#8217;offrire uno spaccato dell&amp;#8217;antropologia elettorale di un certo segmento del paese che ha lasciato di stucco gli internauti buontemponi. D&amp;#8217;altronde prima c&amp;#8217;era già stato un comitato pronto a organizzarsi per candidare il Cavaliere al Nobel della pace. C&amp;#8217;è da immaginare che fra costoro nessuno abbia avvertito il senso del ridicolo, vista la difficoltà di volere pensare per proprio conto e non condizionati dal sultanato di Arcore , come capita invece con l&amp;#8217;attuale destra italiana.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;CALZINI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Un tempo, stuoli di ragazzini si divertivano alle avventure di &amp;#8220;Pippi calzelunge&amp;#8221;, simpatica &amp;#8220; maschiaccia&amp;#8221; dalla fantasia spumeggiante. Adesso dall&amp;#8217;Europa all&amp;#8217;Australia un'altro paio di calzini, i calzini turchesi del giudice Raimondo Misiano messi alla berlina da Canale 5, l'ammiraglia dell'impero televisivo del Cavaliere, sono assurti a notorietà internazionale. Ma c'è ben poco da divertirsi. Purtroppo, dalla serie &amp;quot; facciamoci del male&amp;quot;, qui non c'entra la fantasia, ma soltanto il pessimo gusto, e quelle calze colorate , la calze piu' famose del mondo in questo momento, non sono certo il prodotto che contribuirà a rilanciare le sorti del &amp;quot;made in Italy&amp;quot;. Era ovvio, quindi, che le testate straniere ci dessero dentro di gusto. Giornali e televisioni straniere riportano in bella evidenza il &amp;quot;bizzarro&amp;quot; e &amp;quot;assurdo&amp;quot; attacco della televisione di Silvio Berlusconi al magistrato che ha avuto l&amp;#8217;ardire di firmare il Lodo Mondadori. La &amp;#8220;vendetta dei calzini turchesi&amp;#8221; indossati dal giudice mentre veniva ripreso a sua insaputa ha stimolato i titolisti ed è valsa al premier il poco ambito primato di essere nuovamente su tutte le prime pagine non certo per i suoi meriti politici. Tutti si chiedono che cosa vi sia di riprovevole in un magistrato che non faceva nulla di strano o insolito, limitandosi a &amp;#8220; passeggiare, fumare, aspettare il suo turno dal barbiere&amp;#8221;. Piu&amp;#8217; volte negli ultimi mesi prestigiose testate giornalistiche internazionali hanno puntato il dito sul Bel Paese con pezzi particolarmente severi nei confronti della sua leadership politica. Articoli- come si evince da uno studio di recente pubblicazione- &amp;#8220; incentrati sulle &amp;quot;complicate&amp;quot; relazioni tra potere, informazione e giustizia (ma anche sul nesso tra gossip e politica), che spesso descrivono un quadro al limite dei parametri democratici&amp;#8221;. E probabile - diciamolo per carità di patria - che qua e la facciano capolino alcune esagerazioni, alcuni pregiudizi anti-italiani vecchi come il cucco. Ma se il governo di un grande paese, un governo che pretende di essere rispettato, è ridotto a sotterfugi tanti meschini per mettere in cattiva luce un magistrato, è difficile - come invece sostiene la maggioranza - evocare la tesi delle letture &amp;#8220; complottiste&amp;#8221; ordite dalle opposizioni che remano contro gli interessi nazionali e condizionano le redazioni internazionali. Da dove sia partita l'offensiva contro Raimondo Misiano , offensiva che si inquadra nella vasta campagna di demolizione della giustizia orchestrata dal Giornale e da Libero, è sotto gli occhi di tutti. Sulla strategia dei calzini e chi ne sta a monte non vi sono equivoci possibili. Tanto piu&amp;#8217; che persino il conduttore della trasmissione si è scusato con il giudice, ammettendo che il servizio non appartiene certo alla categoria dei capolavori. Insomma, se alla figura del &amp;#8220;papi&amp;#8221; si sovrappone quella del novello &amp;#8220;Pippi calze turchesi&amp;#8221; le brutte figure diventano inevitabili.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-8449582046383169997?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/10/la-sindrome-di-sofia-e-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-4587402938569192029</guid><pubDate>Mon, 12 Oct 2009 13:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-12T06:36:38.241-07:00</atom:updated><title>Il Cavaliere dimezzato </title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;DANNI COLLATERALI.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Come in guerra, le conseguenze nefaste del Lodo Alfano, giustamente bocciato e respinto al mittente, arriveranno a ondate successive e si faranno sentire con effetti imprevedibili per un periodo destinato a protrarsi nel tempo. In gergo militare si chiamano &amp;#8220;danni collaterali&amp;#8221;, e a farne le spese sarà in primis l&amp;#8217;immagine dell&amp;#8217;Italia, già compromessa dalle intemperanze del premier. Ormai Berlusconi è un&amp;#8217;anatra zoppa, un Cavaliere dimezzato, roso dal senso di impotenza che lo tormenta. E&amp;#8217; uno stato d&amp;#8217;animo che a lungo andare potrebbe rivelarsi insidioso per il paese e la democrazia. In piu&amp;#8217; il premier avverte il peso crescente dei commenti negativi che arrivano dall&amp;#8217;estero per la sua inveterata inclinazione a ridicolizzare la giustizia. Un pessimo esempio dato ai cittadini che rispettano la legge.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Non c'è quindi da stupirsi se dalla Lapponia alle isole Tonga, la sua permanenza a Palazzo Chigi risulti incomprensibile a chi non è addentro alle segrete cose della politica italiana. Anziché affrontare serenamente il verdetto, Berlusconi ha dato prova di una preoccupante fragilità istituzionale, oltre che emotiva, che non è certo di buon auspicio per rasserenare il clima. Sono lodevoli, certo, lodevoli, serie e responsabili le esortazioni a mantenere la calma venute dall&amp;#8217;opposizione che invita a rispettare il verdetto delle urne. Ma la legittimazione elettorale di cui si fregia il signore di Arcore non puo&amp;#8217; essere il lasciapassare usato a piacimento per oltraggiare il Capo dello Stato e insultare pubblicamente Rosy Bindi e con lei tutte le donne. C&amp;#8217;è una sorta di disperazione nell&amp;#8217;ira del premier che si è visto sbriciolare il salvacondotto costruito su misura per la sua persona. Tutto è possibile in questo quadro, soprattutto il peggio, con un leader che non intende rinunciare alla pretesa di &amp;#8220;primus super pares&amp;#8221; per grazia divina. Adesso solo gli italiani potranno togliergli la fiducia. Sarà questa la vera sentenza.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;FININVEST.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Nel parterre della maggioranza si considera che la sinistra sia incapace di sconfiggere Berlusconi in campo aperto, in una normale, democratica, competizione elettorale. Di solito pero&amp;#8217; il livello della contesa é definito, oltre che dagli argomenti, anche dalla qualità dei competitori. A questo punto gli esponenti del PdL dovrebbero spiegare agli italiani quanto di democratico e normale vi sia nel comportamento del premier che usa il mandato ricevuto dagli elettori per accrescere e proteggere i propri affari. Quanto di democratico e normale vi sia nel colossale conflitto di interessi a cui il capo dell'esecutivo non ha rinunciato, tanto da scendere in campo personalmente per difendere Fininvest e il patrimonio di famiglia a causa del Lodo Mondadori. Quanto di democratico e normale vi sia tra i ranghi della maggioranza e delle sue testate d'assalto nell&amp;#8217;apostrofare di anti-italiani, parassiti, intellettuali di merda, disfattisti coloro che non si piegano al diktat del pensiero unico. Quanto di democratico e normale vi sia nel Cavaliere prigioniero del suo populistico delirio di onnipotenza , nel leader concentrato unicamente su se stesso, sordo alle ragioni della politica, e ormai incapace di esprimere un solo atto di governo degno di questo nome. In quindici anni di potere nessun gesto, nessun picchetto d&amp;#8217;onore, nessun compiacente salotto televisivo è riuscito a trasformare Berlusconi in uno statista. E si vede. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;NOBEL.&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; Che il Nobel per la pace dato a Obama sia una spina nel fianco degli ambienti conservatori si evince dall'ironia pesante che infiora i commenti provenienti da destra, a cominciare dal Wall Street Journal, orfano inconsolabile di Bush e della sua politica. In effetti per il neopresidente si tratta di un successo clamoroso che si inquadra in una scelta altrettanto clamorosa: mai un premio di tale prestigio era stato assegnato a chi ha appena iniziato il suo lavoro. Che ora gli avversari del primo afro-americano entrato alla Casa Bianca siano fuori dai gangheri non stupisce. Il livore dei circoli reazionari non è altro che l'ennesima dimostrazione di quanto essi siano fuori dalla storia, lontani dalla gente e da chi soffre. Ed è pure la riprova di quanto sia improbo, a dispetto delle crisi che stanno mettendo l'umanità a mal partito, affermare la supremazia dei grandi ideali rispetto al gretto materialismo della Realpolitik. Certo, Obama miracoli non ne puo' fare. Solo il Cavalier Silvio si crede l'unto del Signore. Altrettanto onestamente occorre ammettere pero' che ai buoni propositi di cui si fa instancabile alfiere non corrisponde ancora una mole analoga di risultati concreti da mettere in cascina. Eppure, checché se ne dica, il mondo ha urgente bisogno di pace, di serenità e di un futuro sgombro dal ricatto nucleare. Ma soprattutto ha bisogno di speranze. Percio', se oltre alla sorpresa si vuole cercare una chiave di lettura del riconoscimento, è da questa premessa che occorre muovere al fine di dare un senso compiuto al gesto decisamente controcorrente del comitato norvegese . Ai giurati di Oslo non è sfuggito il segno indelebile lasciato da Obama nelle vicende mondiali di questi primi dieci mesi del suo mandato, e da qui è maturata la loro decisione di realizzare un'apertura di credito eccezionale per colui che porta un messaggio culturale oltre che politico genuinamente innovativo. In quest'ottica, la scelta caduta sul leader democratico si colloca nel solco della grande lezione kennedyana che rivolto' come un guanto le polverose stanze del potere washingtoniano. &amp;quot;Gli uomini passano, le idee restano&amp;quot; diceva il giovane liberal bostoniano a cui fu rubata la vita e divenne poi un punto di riferimento insostituibile per le generazioni a seguire. Già, le idee. Perché a queste fa riferimento la motivazione quando sottolinea &amp;quot;gli sforzi straordinari per rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli&amp;quot; che la nuova amministrazione americana ha posto al centro delle sue aspirazioni piu' nobili. Giustissima motivazione, ma da intendere come un voto di incoraggiamento, un premio alle buone intenzioni, piu' che un voto di profitto. E cio' spiega il &amp;quot;wow&amp;quot; quasi fanciullesco espresso a caldo dalla Casa Bianca che esprime meraviglia per il gesto inaspettato, ma anche la consapevolezza di non potere tradire le attese dell'umanità. Ne ha ben donde chi se ne deve fare carico. I dossier sono complessi, le questioni aperte tantissime. L'Afghanistan, l'Iraq, le provocazioni iraniane, il Medio Oriente, il disarmo, l'economia malata ed i problemi interni, a cominciare dalla riforma sanitaria, formano una ragnatela non semplice da dipanare. Senza il giusto approccio e con avversari determinati a mettere i bastoni fra le ruote al presidente, il Nobel potrebbe trasformarsi in&lt;BR&gt; un regalo avvelenato. Per far si che cio' non avvenga bisogna por mano senza esitazione al raggiungimento dei maggiori obiettivi. La posta in palio, posta che non piace per nulla ai mercanti di morte, è un nuovo ordine mondiale fondato sul dialogo e una maggiore equità. Con un taglio netto rispetto al passato repubblicano, Obama si è presentato ai suoi simili come colui che vede la guerra come ultima possibilità e non come una scelta ideologica a priori. Alla diplomazia delle cannoniere contrappone la sua politica della mano tesa , ormai parte integrante del new-deal che la destra osteggia, ma che il mondo attende con trepidazione. Non sempre la capacità persuasiva, il carisma oggi un po' claudicante e la storia personale del presidente sono bastate finora a convincere avversari, nemici, fanatici , a piu' ragionevoli consigli. Occorre fare di piu'. Obama è d'altronde il primo a sapere che ora le pressioni su di lui aumenteranno e che l'ingresso nella galleria dei laureati di Oslo comporta una chiamata all'azione di fronte alle sfide del ventunesimo secolo alla quale è vietato sottrarsi. Il tempo dirà se le promesse diverranno realtà oppure se il premio sia stato prematuro. Di una cosa pero' possiamo essere assolutamente certi: per la pace &amp;quot;non è mai troppo presto&amp;quot;. &amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-4587402938569192029?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/10/il-cavaliere-dimezzato.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-1873900230615400947</guid><pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-06T07:36:48.893-07:00</atom:updated><title>LA VERSIONE DI SILVIO</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Se un giorno qualcuno si accingesse a scrivere la storia italiana della prima  decade del duemila, sulle sue spalle peserebbe un compito immane. Come minimo, infatti, l'autore dovrebbe mandare in tipografia due volumi...&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Se un giorno qualcuno si accingesse a scrivere la storia italiana della prima decade del duemila, sulle sue spalle peserebbe un compito immane. Come minimo, infatti, l'autore dovrebbe mandare in tipografia due volumi senza nessun punto di convergenza l&amp;#8217;uno con l&amp;#8217;altro.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Il primo, quello serio, diciamo, descriverebbe l&amp;#8217;Italia vera, con i suoi problemi, le sue ansie, le sue speranze, le sue indubbie realizzazioni, le sue affermate punte di eccellenza. L'Italia della gente che non ha quale modello i Casanova da strapazzo.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Nell&amp;#8217;altro libro, piu&amp;#8217; farfallone, il lettore del futuro scoprirebbe invece la versione di Silvio, altrettanto stralunata di quella di Barney, ma meno divertente dell&amp;#8217;eroe di Mordechai Richler.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Poi bisognerebbe pero&amp;#8217; aggiungere, per fare capire alle future generazioni come stavano le cose, che a dispetto del teatrino della politica, ad avere il sopravvento nel paese fu appunto per un periodo lungo, troppo lungo, la rappresentazione dell&amp;#8217;Italia di plastica o di cartapesta, che dir si voglia, su cui la destra seppe costruire le sue fortune.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Il paradosso è che le future generazioni, a patto di non avere perso per strada la capacità di ragionare con la propria testa, a un certo punto dovranno chiedersi, confrontando le due relazioni, come mai la versione di Silvio riusci&amp;#8217; a imbandire la tavola del potere senza incontrare grosse resistenze, pur essendo priva di qualsiasi consistenza.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Per la verità - e adesso torniamo ai giorni nostri - l&amp;#8217;esercizio andrebbe fatto seduta stante, partendo dalla scarsa considerazione di cui gode Berlusconi quando si muove fuori dalle mura domestiche.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Lo si è visto durante il passaggio dal mondo del G8 a quello del G20 che oltre a ridurre il peso dell&amp;#8217;Europa ha portato anche a un ridimensionamento del ruolo dell&amp;#8217;Italia che già fatica a tenere il passo con le maggiori potenze industriali. Per stornare l&amp;#8217;attenzione dal bilancio piuttosto magro raccolto all&amp;#8217;ONU e al summit di Pittsburgh il Cavaliere ha provato a buttarla sul ridere. Ma la battuta già scadente sull&amp;#8217;abbronzatura di Obama ripetuta nei confronti della moglie non ha fatto che aumentare il disagio delle cancellerie che ormai faticano a nascondere l&amp;#8217;imbarazzo al cospetto di un atteggiamento che appare sempre piu&amp;#8217; incomprensibile.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    L&amp;#8217;uomo pero&amp;#8217; non si da per vinto e torna alla sua ossessiva battaglia con l'informazione per imporre la museruola alle testate sgradite. L&amp;#8217;obiettivo è di far chiudere le &amp;quot;gazzette della sinistra&amp;quot; e i pochi programmi televisivi che danno ancora voce a mezzo Paese. Al sultano di&lt;BR&gt; Arcore non piace recitare il ruolo di comprimario e così, per iniziativa del ministro Scajola, pretende contro la legge di stabilire direttamente i palinsesti della tv pubblica. Con una maggioranza che, dalle colonne dei due giornali più diffusi e obbedienti al premier, Il Giornale e Libero, lancia senza pudore e senza nessun senso civico una campagna per boicottare gli abbonamenti Rai. Iniziativa indecente, oltre che gravida di insidie.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Se per disavventura viale Mazzini rimanesse senza mezzi per produrre programmi, sarebbe la fine del servizio pubblico e l&amp;#8217;inizio di un ricattatorio regime mediatico a senso unico. La vera posta in palio di questa sfida, unica in Europa, è dunque la sopravvivenza nell&amp;#8217;Italia berlusconiana di un&amp;#8217;informazione critica e di opposizione. Ovvero l&amp;#8217;esistenza di una democrazia.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    &amp;quot;Se qualcuno o addirittura la maggioranza - ha scritto Repubblica - pensa ancora che tutto questo sia normale, allora significa che la democrazia in Italia non ha un gran futuro. Il presente è già inquietante&amp;quot;.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Saltano le garanzie del pluralismo, mentre sui giornalisti che fanno il loro dovere piovono dai banchi della destra accuse infamanti: &amp;quot;spazzatura&amp;quot;, &amp;quot;vergogna&amp;quot;, &amp;quot;porcherie&amp;quot;.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Ma da chi arrivano queste accuse? Guarda caso da chi ha lottizzato spazi enormi nel campo della comunicazione, dal cinema all'editoria, dai settimanali alle riviste specializzate nel gossip di cui ora si lamenta.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;    Ai futuri lettori dei due ipotetici volumi di cui abbiamo parlato all&amp;#8217;inizio andrebbe percio' ricordato che Berlusconi, mentre spadroneggiava nel paese, oltre che capo del governo era pure il padrone delle tv private e che il conflitto di interessi di cui si è sempre fatto un baffo, gli conferiva la facoltà di imporre qualcosa ancora peggio di una censura. Non abbiamo la sfera di cristallo, e mentre scriviamo queste note non siamo in grado di predire come sarà l&amp;#8217;avvenire del Bel Paese in cui la rappresentazione del potere assomiglia ogni giorno di piu&amp;#8217; a una squallida telenovela carica di lustrini. Il disegno è chiaro: la destra punta all&amp;#8217;egemonia e se passano questi sistemi diventa difficile immaginare che cosa ci sarà scritto nei prossimi libri di storia.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-1873900230615400947?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/10/la-versione-di-silvio.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-8330594805214906315</guid><pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-01T02:31:54.408-07:00</atom:updated><title>Un governo disossato e bizzarro </title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;ISTERIA&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - L'urlo &amp;quot;pace, pace subito&amp;quot; che ha squarciato il silenzio dei funerali è stato un messaggio dal significato inequivocabile: a dispetto della retorica ufficiale, la gente fatica a trovare, oltre il dolore, un motivo di consolazione per la tragica fine dei parà in Afghanistan. Con tutto il rispetto per i caduti, si avverte un clima di crescente sfiducia sull'esito di un'operazione che genericamente fa riferimento alla democrazia da consolidare, ma che fin qui ha prodotto risultati assai modesti. Se poi il modello da esportare è quello proposto dalle escandescenze di Renato Brunetta, gela il sangue nelle vene al pensiero delle vite spezzate a Kabul. In fondo pero' dobbiamo essere grati al ministro che con la sua sceneggiata se non altro ha smascherato la faccia nascosta della maggioranza. Da un vaneggiamento all'altro, dalla virulenta offensiva contro l'informazione all'intimidazione degli avversari, la destra ormai non lascia nulla di intentato per tenere a galla una barca che fa acqua da tutte le parti. Di valori a questo punto non mette conto di parlare. L'avere convalidato senza battere ciglio gli spropositi sul &amp;quot;complotto delle elite&amp;quot; e la &amp;quot;sinistra che dovrebbe andare a morire ammazzata&amp;quot; è semplicemente un altro indizio del brutto clima di isteria in cui versa la squadra di Arcore. Da questo punto di vista, gli ex di qualcosa (socialisti, comunisti, democristiani) confluiti nel PdL rappresentano il prototipo fazioso del berlusconiano perfetto che per il suo idolo farebbe qualunque cosa, attribuendo ogni problema alla malvagità del nemico. Tuttavia risulta sempre piu' difficile tenere a bada la verità con gli slogan di facile suggestione. Da Palazzo Chigi escono solo progetti col fiato corto al servizio di interessi privati e avulsi da qualsiasi forma di etica sociale. Intanto la disoccupazione raggiunge tassi vertiginosi, i peggiori degli ultimi quindici anni. Nonostante la sua forza elettorale , il Cavaliere appare sempre piu' inadeguato ad affrontare la realtà, a meno di confinarsi nella mera esibizione autocelebrativa delle cerimonie e dei salotti immortalati dalla diretta tv. Ormai il ruolo del premier si cristallizza in una triste rappresentazione di potere senza rispetto, di ricchezza senza status, di popolarità senza prestigio. E il futuro ha il volto imbronciato. Col passare del tempo aumenta l'inquietudine che il paese rimanga ancora a lungo affidato alle bizzarrie di un governo disossato e sempre meno affidabile, in patria e all'estero. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;NIRVANA&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Sostiene Obama che gli USA sono stanchi della guerra. Se è per questo l'umanità intera aspetta con ansia la svolta che davvero riesca a &amp;quot;cambiare il mondo&amp;quot;.   Ma, paradosso dei paradossi, mentre la Casa Bianca silura lo scudo anti-missili, liberandosi cosi' dell'ultima, inutile e ingombrante eredità di Bush, il mercato delle armi, a dispetto della crisi, non viene neppure sfiorato dalla recessione. E soprattutto nei paesi dal reddito inferiore alla media si investono cifre da capogiro non tanto nello sviluppo, bensi' nello shopping al mega-store dell'industria bellica. All'obsoleta diplomazia delle cannoniere, il presidente americano prova a contrapporre il suo modello di leadership, che si vuole fondata in primo luogo sulla forza della persuasione e sul dialogo multilaterale. Che fatica, pero'! Il progetto resta affascinante, ma la destra non perde una sola occasione per mettere il bastone fra le ruote alla politica della mano tesa. Troppi sono ancora gli interessi in giuoco, interessi inconfessabili, per riuscire a travolgere in un colpo solo gli ostacoli ed i focolai di tensione che ancora si frappongono alla visione di un mondo libero dal ricatto degli ordigni di distruzione, siano essi nucleari o convenzionali. Comunque sia, la ricerca di obiettivi comuni per affrontare minacce comuni deve continuare, anche se nessuno ha mai creduto che sarebbe stato semplice. In cosi' poco tempo è ridicolo pensare che il Nirvana sia già a portata di mano - ha detto l'ambasciatrice all'ONU Susan Rice in uno scatto di sincerità. Ma data la posta in palio, Obama e i suoi collaboratori, e con loro tutti gli amanti della pace, pensano che l'impresa valga lo sforzo. &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;PREVARICAZIONE&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt; - Riparte il campionato e all'inizio della stagione , proprio come la piaga delle cavallette, tornano pure i cori razzisti. Uno spettacolo osceno che denigra la passione per il calcio. A questo punto bisognerebbe capire perché ci sia ancora chi va allo stadio per insultare i giocatori di colore. Senza fare sociologia a buon mercato, la riposta è quasi ovvia: l'aggressione ai campioni che un premier di nostra conoscenza definirebbe piu' &amp;quot; abbronzati&amp;quot; di lui, è il simbolo di un degrado culturale che attanaglia l'Italia da quando nella maggioranza alcuni liquidano la questione della xenofobia con un'alzata di spalle. All'opposto le crescenti forme di intolleranza non sono un fenomeno passeggero, bensi' l'espressione di un preoccupante vuoto di idee; un vuoto pneumatico in cui la prevaricazione dell'uomo sull'uomo trova nel tifo violento oppure nello sconcio delle ronde il piu' fertile dei terreni di coltura. Sul tema del razzismo c'è stato un significativo affondo di Obama: &amp;quot;È importante sottolineare che ero nero prima di essere eletto&amp;quot;. Purtroppo è poco probabile che i facinorosi ed i loro cattivi maestri raccolgano la lezione della storia.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt; &lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-8330594805214906315?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/10/un-governo-disossato-e-bizzarro.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2367466097996520431.post-54237490319318469</guid><pubDate>Mon, 21 Sep 2009 11:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-21T04:44:07.838-07:00</atom:updated><title>SIAMO TUTTI FARABUTTI</title><description>&lt;!-- Converted from text/rtf format --&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;I&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;di Renzo Balmelli &lt;/FONT&gt;&lt;/I&gt; &lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;FARABUTTI&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;A sfogliare l'elenco degli spropositi che la maggioranza è riuscita a gabellare come grandi risorse politiche, c'è di che restare letteralmente allibiti. Dai vagoni dei metro riservati ai milanesi, ai divieti di burka e kebab,dalle gabbie salariali all'inno d'Italia, dagli attacchi alla libertà di stampa alle norme sul dialetto, dalle ronde ai piccoli Hitler di periferia, abbiamo assistito a un vero e proprio festival del &amp;quot;di tutto, di piu'&amp;quot;. La calda estate di Lega e PdL si racchiude in una serie di proposte, divieti obblighi e limiti varati con il duplice obiettivo di spaccare il paese, di sottolineare la diversità positiva del nord e quella negativa del sud. E tanto per gradire, i cervelloni del Carroccio si sono addirittura inventati il videogioco xenofobo &amp;quot;rimbalza il clandestino&amp;quot; in cui vince chi riesce a rimandare a casa piu' barche. Il &amp;quot;papi&amp;quot; ovviamente ci sguazza. Senza i voti leghisti e senza il lodo Alfano sarebbe in gravissime difficoltà. In vista delle prossime scadenze, la battaglia per l'autunno prevede quindi non piu' una difesa improvvisata giorno per giorno bensi' una strategia mirata che fa perno sul'antagonismo e sulla cinica, brutale aggressione di nemici e amici (leggi Fini), secondo una tecnica che ricorda i regimi autoritari. Chi non marcia sotto le insegne del pensiero unico è un farabutto. La consapevolezza di stare ad assistere a quella che Le Monde ha definito &amp;quot;l'agonia di una democrazia&amp;quot; ci porta a rivendicare, con migliaia e migliaia di colleghi in Italia e nel mondo, l'orgoglio di appartenere alla categoria. &amp;quot;Siamo tutti farabutti&amp;quot; perché vogliamo una stampa e una tv libera.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;KILLER&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Durante il fascismo c'erano i distributori di olio di ricino, i volontari del randello , la galera e il confino per chi non rientrava nei canoni fissati dal regime. Chi ha visto il capolavoro di Scola &amp;quot;Una giornata particolare&amp;quot; ha potuto farsi un'idea di come funzionavano le cose. Nell'era quarta del berlusconismo è cambiata la forma, non la sostanza. Per levarsi dai guai degli scandali politici e sessuali in cui s'è cacciato da solo, il Cavaliere ci ha provato - prima - con una comunicazione sovrabbondante, ipertrofica, poi con l'intimidazione. Un pacchetto di mischia costituito da feroci pennivendoli prezzolati, veri e propri killer mediatici, sono all'opera per distruggere reputazioni, carriere, famiglie. In una parola: per imbavagliare il dissenso. Un modo spiccio, barbaro, cinico per militarizzare la comunicazione e deformare il racconto della realtà. E si che l'Italia non è povera dal punto di vista culturale. Pare possibile che al Pd non sia venuto in mente - fosse solo a livello di immagine - di valorizzare questo straordinario patrimonio di risorse intellettuali che la maggioranza tende a soffocare. Ecco, questo è il limite della sinistra che perde tempo prezioso a macerarsi nelle lotte intestine. Un'idea originale che è una, è troppo pretendere!?&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;TELECRAZIA&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Che le televisioni pubbliche e private avessero un solo padrone e che questo padrone fosse incidentalmente anche il capo del governo, si sapeva. Se ancora sussisteva qualche dubbio su questa anomalia , esso è stato spazzato via dallo squallido bollettino di regime andato in onda in prima serata su RAI 1, nel salotto di Vespa. Tre ore di spot governativo, con il &amp;quot;miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni&amp;quot;, autoproclamatosi &amp;quot;superiore a De Gasperi&amp;quot;, senza alcun contraddittorio. Con un faccia tosta che sfiora la presa per i fondelli, il Cavaliere ha fatto finta di consegnare case sue che in realtà erano prefabbricati forniti dalla provincia di Trento e dalla Croce Rossa. La nemesi pero' è sempre in agguato. Quando se ne abusa in modo spudorato, la telecrazia puo' diventare un giudice spietato. Il monologo a base di insulti e menzogne ha fatto registrare uno share modestissimo che in pari tempo fa il paio - guarda caso - con il calo di fiducia nel premier. Alla lunga anche gli elettori piu' pazienti capiscono che politica del fare è la politica del bluff non sono esattamente la stessa cosa. Adesso è partito l'ultimo assalto, quello a Rai 3, con l'obiettivo di ammorbidire l'unica rete pubblica sgradita a Palazzo Chigi e mettere da parte Fabio Fazio, Luciana Litizzetto, Milena Gabanelli , Serena Dandini e tanti altri spiriti liberi. Un disegno perverso che dopo&lt;BR&gt; l'inguardabile, squallida serata di veleni e sciacalli sulla prima rete nazionale, ci verrà forse risparmiato. Quantunque al peggio non vi sia mai fine.&lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;/P&gt;  &lt;P&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;B&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;STRAGE&lt;/FONT&gt;&lt;/B&gt;&lt;/SPAN&gt;  &lt;BR&gt;&lt;SPAN LANG="it-ch"&gt;&lt;FONT FACE="Verdana"&gt;Morire per l'Afghanistan! Morire per che cosa, per chi? In nome di quali valori sei soldati italiani torneranno da Kabul dentro una bara? Per difendere la democrazia, la pace e la sicurezza interna - risponde il governo. Ma sono parole al vento, frasi intrise di stanca&lt;BR&gt; retorica. Ormai neppure Obama sembra crederci piu' di tanto. Qui di tutti questi bei principi, dopo anni di guerra, non v'é nemmeno l'ombra. A imperversare sono il terrorismo, la corruzione, il traffico di droga, l'integralismo, la schiavitu' delle donne, la paura, la delazione, le frodi elettorali. E non c'è un barlume di luce in fondo al tunnel. Percosso e attonito il paese si intrerroga su questa ennesima strage, l'ultima di una scia dolorosa che da quando sono in vigore le regole d'ingaggio è già costata la vita a venti militari col tricolore appuntato sulla manica. Di fronte alla tragedia, un chiarimento sul ruolo del contingente italiano in Afghanistan si impone con la massima urgenza. Restare - come dice Frattini - &amp;quot;restare per dimostrare che l'orgoglio dell'Italia è sempre alto&amp;quot; - fra le tante che si potevano rilasciare è stata la dichiarazione piu' infelice che si potesse fare nell'ora dello strazio che colpisce tante famiglie . Nell'opposizione si alzano le voci per chiedere cosa ci faccia ancora l'Italia in Afghanistan. &amp;quot;A forza di starci, e di restarci&amp;quot;, - osserva D Pietro - abbiamo perso anche la conoscenza delle ragioni per le quali ci siamo andati&amp;quot;. Mentre invece bisognerebbe riesaminare a fondo le condizioni della missione e studiare eventuali cambiamenti dei compiti e dei livelli di sicurezza. L'Italia si inchina davanti ai suoi eroi, ed è giusto che cio' avvenga. Ma con ogni probabilità la strage di Kabul non cambierà nulla: un ritiro dalla zone delle operazioni non è previsto. In questi drammatici frangenti tornano alla mente le parole profetiche di Brecht nella Vita di Galileo: &amp;quot;Sventurata la terra che ha bisogno di eroi&amp;quot;!&amp;nbsp;&lt;BR&gt; &lt;/FONT&gt;&lt;/SPAN&gt;&lt;SPAN LANG="de-ch"&gt;&lt;/SPAN&gt; &lt;/P&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2367466097996520431-54237490319318469?l=www.avvenirelavoratori.eu%2Fspigolature.html' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.avvenirelavoratori.eu/2009/09/siamo-tutti-farabutti.html</link><author>noreply@blogger.com (Renzo Balmelli)</author></item></channel></rss>